22-02-2017 ore 18:48 | Cultura - Proiezioni
di Giancarlo Alviani

Cinema. Viaggio nella terra dei boschi di agrifoglio, dove fiorisce l’industria dei sogni

Se ti trovi in quel di Los Angeles, prendi una macchina e percorri tutta Mullholland drive. In una ventina di minuti, traffico permettendo, parcheggia al 6801 di Hollywood Boulevard, all'interno del complesso Hollywood and Highland. Qui, nel bel mezzo di un centro commerciale a metà tra il kitsch e l’efficienza americana, c’è il Dolby Theatre dove il prossimo 26 febbraio si svolgerà l’ottantanovesima edizione dei premi Oscar. Prima di arrivare, svoltando lungo le pendenze della strada in cui abitò Marlon Brando, non avrai potuto non notare il Monte Lee. Sulla sua cima, negli anni venti, iniziò a campeggiare una scritta di circa 100 metri di lunghezza Hollywoodland che indicava il neonato complesso residenziale in costruzione in questo vasto territorio (land) verde popolato da boschi (wood) di piante di agrifoglio (holly).

 

L’industria dei sogni

In quell’epoca, però, fiorì anche l’industria dei sogni: il cinema. Le case vennero sì costruite, ma furono presto le ombre di celluloide a diventare il vero core business di questo esteso angolo della California. Ad inizio anni cinquanta il suffisso land, un po’ deteriorato dal tempo un po’ danneggiato da qualche bontempone, fu rimosso. Dobbiamo dire grazie al rocker Alice Cooper e al papà di Playboy Hugh Hefner – sì, proprio a loro - se la scritta è stata completamente restaurata e consolidata all’inizio degli anni ottanta, sottraendo così all’ineluttabilità del tempo l’effige dell’industria dei sogni. Oltre al ‘marchio’ però c’è anche il ‘premio’.

 

Academy Award of Merit

Oscar è solo il soprannome dell’Academy Award of Merit, è la figura stilizzata di un cavaliere che impugna una spada stando in piedi su cinque cerchi, i cinque settori del cinema: attori, registi, produttori, tecnici e scrittori. Si narra che tale Margaret Herrick vedendolo per la prima volta esclamò: “assomiglia a mio zio Oscar”. Leggenda metropolitana? Molto probabile. L’ambito riconoscimento nasce da un disegno di Cedric Gibbons, professione art director ed è stato scolpito da George Stanley, artigiano locale. Domenica 26 febbraio 2017 i sognati bronzi, placcati oro 24 carati alti 34 centimetri e pesanti poco meno di quattro chili, saranno l’agognato traguardo di chi si è distinto nell’industria filmica durante lo scorso anno. Conduzione affidata a Jimmy Kimmel, comico statunitense, poco noto in Italia se non per essere la voce originale del gatto Garfield.

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