12-12-2016 ore 18:30 | Cultura - Tradizioni
di don Emilio Lingiardi

Santa Lucia, la luce del dono ai bambini vince la violenza e l’oscurità della notte

La bellezza affascinante di Lucia, giovane di Siracusa in Sicilia, aveva colpito il cuore del prefetto della città, Pascasio, che gradualmente se n’era innamorato, corrisposto nell’amore e sostenuto dalle rispettive famiglie. Mentre si stavano preparando il matrimonio, fortemente condiviso, la mamma di Lucia si è accorta di soffrire per un tumore al seno, fatto che ha gettato la famiglia nella costernazione. Le amiche di Lucia hanno suggerito di recarsi a Catania sulla via Etnea a pregare una giovane donna, Agata, uccisa il 5 febbraio dell’anno 1305, con l’amputazione dei seni.

 

Il miracolo di sant’Agata

Colme di fiducia e di speranza Lucia e la mamma hanno pregato con tanta intensità, al punto che di ritorno nella loro città la mamma si è vista completamente guarita. Questo fatto così prodigioso ha spinto Lucia a consacrarsi totalmente al Signore, rinunciando al matrimonio anche se già preparato. Quando Pascasio è stato informato di questa decisione, con livore ha pensato di fare di lei la più nota prostituta della città. Così ferma e decisa nel suo proposito, né gli uomini con la violenza delle corde né i buoi sono riusciti a spostarla dalla sua casa (come si vede nell’immagine del Piccinardi, quadro custodito nella cattedrale di Crema). Ormai fuori di sé, coi suoi scagnozzi, Pascasio si è rivolto con queste parole all’amata: “Non hai voluto vedere me, non vedrai più nessun altro”. Dopo averla invitata a prendere in mano un piatto, le ha cavato gli occhi. Immagine che normalmente viene presentata dalla tradizione.

 

Il culto dei veneziani

A conclusione della seconda crociata, i veneziani, dopo essere stati ad Alessandria d’Egitto a prendere le reliquie di san Marco, si sono fermati a Siracusa, portando a Venezia i resti mortali del corpo di santa Lucia, alla quale hanno dedicato una bellissima chiesa e nel corso degli anni la stessa stazione ferroviaria, decidendo anche per la ricorrenza della sua morte, 13 dicembre, la festa dei doni ai bambini. Quando nel 1490 i veneziani vennero a Crema, portarono in città la devozione a santa Lucia, consigliando di legare a quella notte lo scambio dei doni, perché la notte più lunga dell’anno era vinta dalla luce dell’amore.