11-04-2017 ore 14:21 | Cultura - Incontri
di Andrea Baruffi

Caffè letterario. Carlo Lucarelli, dal romanzo giallo al ritorno del commissario De Luca

“I personaggi dei libri non hanno la stessa età degli scrittori e dei lettori. Per il commissario De Luca sono passati solo cinque anni dall’ultima storia che l’ha visto protagonista. L’abbiamo lasciato nel 1948 e lo ritroviamo ora alla fine del 1953”. Così Carlo Lucarelli ieri sera all’incontro mensile del Caffè letterario al teatro san Domenico a Crema ha introdotto la presentazione di Intrigo italiano. Il suo ultimo libro, dopo vent’anni di assenza, riporta in luce il commissario protagonista della fortunata trilogia storica dei primi anni novanta. La serata è stata presentata dal poliziotto scrittore Girolamo Lacquaniti e accompagnata dalla colonna sonora della classe di Imparerock dell'istituto musicale Folcioni (nelle immagini a lato).

 

Da Coliandro a Grazia Nigro

Ogni personaggio, con le proprie peculiarità, riesce a raccontare una storia. “Solo alcune persone – spiega Lucarelli – sono in grado di narrare i meccanismi che voglio mettere in scena. Ho scritto i primi due romanzi con il commissario De Luca. Per raccontare la storia della Bologna metropolitana dei tempi della Uno bianca l’ispettore Coliandro era perfetto, mentre l’ispettore di polizia Grazia Nigro si adattava bene per narrare una città che aveva perso la propria identità”. A fare da cornice a questa nuova avventura del commissario De Luca è l’Italia degli anni cinquanta “nel primo dopo guerra, in piena guerra fredda e non ancora al massimo livello del boom economico”.

 

La serie televisiva

Il commissario De Luca è stato protagonista anche di una serie televisiva. Interpretato da Alessandro Preziosi, “un attore perfetto per impersonarlo. Sono sempre stato soddisfatto della trasposizione televisiva e cinematografica. Io ho solo supervisionato alle sceneggiature. Salvo tradimenti delle caratteristiche del personaggio – ha sottolineato Lucarelli – tutti i volti andavano bene. L’importante era riuscire ad entrare perfettamente nel protagonista”. L’unica nota negativa è “il nome dato al commissario. Achille è un nome fittizio. La maggior parte dei miei personaggi  ha solo un cognome”. Questo ad esempio avviene anche per l’ispettore Coliandro. 

 

La signora del giallo

Intrigo italiano è dedicato a Tecla Dozio, “la signora del giallo, una persona fondamentale per tutti gli scrittori del genere noir italiano. Nella sua libreria di Milano era possibile incontrare altri autori del genere, confrontarsi e lavorare in modo cooperativo. Il giallo rappresenta un ottimo strumento per raccontare cose sensate”. Esemplare è stato anche il gruppo 13 di Bologna, “composto da 12 persone che hanno collaborato per far conoscere, promuovere e sviluppare il giallo. Bologna, con le sue caratteristiche, rappresenta uno sfondo ideale. Ha avuto vicende travagliate; è una città contraddittoria, bellissima, oscura e misteriosa al tempo stesso”.