10-07-2016 ore 20:30 | Cultura - Libri
di Angelo Tagliani

Crema. Il blackout elettrico notturno, il superfluo e La fine del mondo storto

Improvviso e funesto, in una notte bollente, un blackout elettrico. E immediatamente, mentre si spengono ventilatori, frigoriferi e condizionatori, manca l’acqua e gli antifurti iniziano a strillare, subito ripresi dai cani, ti ritrovi a vivere in prima persona La fine del mondo storto, il romanzo di Mauro Corona premio Bancarella 2011. Lo scrittore trentino, originario di Baselga di Piné, in prima linea contro lo spreco e la tutela dell’ambiente, ha immaginato che un giorno il mondo si svegliasse di soprassalto e facesse i conti con la fine del petrolio, del carbone e dell'energia elettrica.

 

L’ascolto della Natura

Le città si trasformano velocemente in un deserto silenzioso, senza traffico, schiamazzi e musica nei locali. L’unica salvezza, è presto chiaro a tutti, è fare ricorso alla sapienza dei nonni ed al lavoro manuale, all’ascolto della natura e dei suoi insegnamenti. In un mondo sempre più complesso, ormai privo di tutte le (indispensabili?) comodità, inizia la selezione naturale: i deboli iniziano a cadere, chi sopravvive impara ad accendere e custodire il fuoco, cacciare, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che sono in grado di guarire.

 

Il senso di responsabilità

Ormai livellati dalle difficoltà, gli esseri umani sembrano avviati sulla strada di un futuro più giusto e pacifico. La costante lusinga del superfluo, che affama e rende violenti e vigliacchi – avverte Corona - mette quotidianamente a repentaglio il fragile equilibrio. La notte prosegue con continui salti di corrente ed ogni ritorno è accompagnato da un sospiro di sollievo, certo, ma anche da un crescente senso di responsabilità: le risorse non sono eterne, meglio gestirle con cura senza abusarne mai.