08-06-2016 ore 11:34 | Cultura - Pandino
di Silvia Tozzi

Monumento di Pandino, la ricostruzione storica tramite il carteggio originale

Non ha partecipato a nessun concorso di idee per progettare il monumento Mario Stroppa, visto che il suo progetto era anteriore a quello poi realizzato e che forse non ha mai visto la luce perché non piaceva all'amministrazione comunale prima e al podestà poi. Graziano Vanni e Alessio Marazzi hanno letto il carteggio intercorso tra il comitato per il monumento e il comune riguardo alla realizzazione dell'opera. Il comitato voleva posare la prima pietra del monumento Stroppa nel novembre del 1925, cosa che non è riuscito a fare per i ritardi del comune.

 

La nascita del monumento

L'amministrazione comunale dell’epoca prende tempo, chiede il progetto del monumento, che viene subito consegnata, ad eccezione della parte prospettica, che al momento in cui fu richiesta non era nelle mani del comitato, perché era a Milano, per realizzare la cartolina. Solo in agosto del 1925 la giunta si dice favorevole al progetto ma vuol sapere il preventivo di spesa, a carico del comitato, che stava raccogliendo i fondi. Si presumeva che la spesa sarebbe stata di 65.580 lire, il monumento realizzato è costato circa 25 mila lire. A ottobre il comune delibera finalmente l'autorizzazione, ma ovviamente novembre è troppo vicino, e tutto si rimanda. Quindi a Pandino arriva il podestà. Dieci mesi dopo, Stroppa scrive al podestà una velenosissima lettera, in cui dice che ha capito di non essere apprezzato e accetta di ritirarsi, ma vuole essere pagato per il lavoro fatto. Il podestà gli risponde di parlare con il comitato. Qui si interrompono le notizie, ma è plausibile che il monumento di Küfferle non sia stato progettato appositamente per la piazza di Pandino, ma che fosse un'opera che è stata proposta a vari comuni e che solo per caso sia finita a Pandino. Certo si tratta di un monumento molto più in linea con l'idea fascista della guerra: celebrativo, eroico, mentre il progetto di Marius era più religioso, concettuale e basato sul dolore della scomparsa dei caduti.

 

La descrizione del monumento di Stroppa

Architetto dell’associazione Marius Genio e Macchina, Andrea Silva ha spiegato il progetto di Marius. "Non ha fronte o retro, ma ha un impatto molto architettonico, con prospetto uguale da qualunque punto e un impatto a mausoleo. Forse prevedeva al suo interno un gruppo scultoreo. Era certamente un luogo dove pregare, a forma a piramide, come il monumento funebre per eccellenza. In alcuni bozzetti, sopra la colonna mozza che sovrasta la piramide c'è anche un elmetto, che è simbolo di difesa, non di trionfo. Una poetica non adatto al lessico artistico fascista".


Una nuova campagna di adozioni

A chiusura serata, l'associazione ha lanciato una nuova campagna di adozioni delle opere (le opere di Stroppa possono essere adottate, chi lo fa, finanzia l'incorniciatura e conseguente esposizione nel museo. L'ultimo quadro adottato è il Teatro di Rimini, adottato da Gli Sbrufù da Pandì): con le nuove adozioni, 30 euro saranno devoluti al restauro del monumento in piazza. Come ha detto il sindaco di Pandino, Maria Luise Polig nel suo discorso di apertura, sabato, alla serata dedicata al monumento ai caduti e a Marius Machina, "ogni volta che parliamo della nostra storia, la sala è piena, ed io, in quanto forestiera, ho sempre da imparare".