06-12-2016 ore 16:17 | Cultura - Libri
di Tiziano Guerini

L'ultimo romanzo di Sveva Casati Modignani ambientato a Ripalta Cremasca. La presentazione a villa san Michele

Circa 200 persone hanno riempito, sabato scorso, la sala grande di villa S. Michele a Ripalta Cremasca per l'incontro con la scrittrice Sveva Casati Modignani, pseudonimo di Bice Cairati, intervistata dal giornalista Giovanni Bassi. Arrivata addirittura in anticipo rispetto all'orario fissato, l'autrice di oltre 30 romanzi tradotti in una ventina di lingue per 12 milioni di copie vendute, ha ricevuto il saluto di Aries Bonazza, sindaco del paese cremasco in cui Sveva Casati ha voluto ambientare gran parte della storia narrata nell'ultimo suo romanzo "Dieci e lode". È infatti proprio a Ripalta Cremasca che nasce e periodicamente poi ritorna da adulta, Fiamma la principale protagonista del romanzo.

Abilità e sensibilità nel narrare una storia
Uno scritto che racconta, come è tipico appunto dei romanzi "rosa", una storia d'amore a lieto fine, dove non è la vicenda narrata la questione principale, quanto piuttosto la grande capacità ed abilità di narrazione e una puntuale descrizione dei luoghi e dei protagonisti. Come nasce l'idea di scrivere un romanzo? "Nasce dalla ispirazione – spiega la scrittrice - che mi viene da un luogo che mi colpisce, da una conoscenza magari casuale, ma sopratutto dal tempo che dedico ad approfondire gli ambienti naturali o architettonici in cui voglio ambientare la storia. In questo ultimo mio romanzo è stato in specie l'ambiente scolastico, fisico e umano, che ho fortemente voluto descrivere e mostrare in tutti i suoi aspetti". Per Sveva Casati Modignani non è la trama che fa grande un romanzo ma l'abilità e la sensibilità di narrare tenendo presente le aspettative del proprio pubblico affezionato.

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