01-10-2017 ore 20:26 | Cultura - Arte
di Andrea Baruffi

Sergnano. Torna a risplendere il santuario del Binengo. Presentati i lavori di restauro

Torna a risplendere il santuario della Madonna del Binengo a Sergnano. Nel pomeriggio di oggi, domenica 1 ottobre, sono stati presentati i risultati del restauro voluto dalla parrocchia. Una mostra fotografica ha ripercorso per immagini i lavori effettuati. “Da tre anni – ha sottolineato nell’intervento introduttivo il parroco don Francesco Vailati – aspettiamo questo momento. Ora le immagini storiche che impreziosiscono questo luogo di culto possono tornare ad assere ammirate dalla collettività nel loro antico splendore”.

 

Il restauro

L’intervento ha riguardato il consolidamento strutturale, il restauro delle superfici dipinte e decorative interne ed esterne, la conservazione degli intonaci esterni e la creazione di una nuova abitazione per i custodi. I lavori, approvati della commissione d’arte sacra e della Soprintendenza alle belle arti, sono stati seguiti e raccontati nel dettaglio dai restauratori Maria e Carlo Novali. Il vescovo di Crema, impossibilitato a presenziare, ha inviato un messaggio di compiacimento letto da don Giuseppe Pagliari, membro della commissione diocesana per l’arte sacra. “Un santuario – ha ricordato monsignor Gianotti – è una risorsa preziosa per la diocesi e la parrocchia. Il complesso gode di una nuova immagine grazie alla tenacia e alla volontà delle persone che hanno progettato, seguito, curato e sostenuto il restauro”.

 

Nuovi dettagli

“L’edificio – hanno sottolineato Eva Coti Zelati, storica dell'arte e sergnanese di origine che da anni collabora con la parrocchia per la valorizzazione dei beni del territorio, e Cesare Alpini – è un classico esempio di edilizia religiosa semplice, tipica del Cinquecento. Il portico esterno è stato aggiunto nel Settecento. Negli anni sono stati realizzate anche nuove aperture che possono aver preso il posto di alcuni dipinti. Il santuario è sorto lungo la vecchia strada che collegava Crema con la parte nord del territorio, nei pressi del fiume Serio. Oltre all’aspetto religioso, è stato edificato in un punto fondamentale per il collegamento e per le comunicazioni di un tempo. L’intervento ha permesso di scoprire alcuni particolari che negli anni erano rimasti nascosti a causa dei precedenti lavori effettuati”. I tratti significativi del luogo sono riportati su un piccolo depliant a disposizione delle persone che vogliono approfondirne la conoscenza. Al termine della conferenza gruppi di appassionati e curiosi, guidati dalla dottoressa Eva Coti Zelati, hanno scoperto la storia dei numerosi santi protettori di pestilenze e raccolti che sono raffigurati lungo le pareti della navata.