30-06-2014 ore 12:51 | Cronaca - Città
di Andrea Galvani

Affaire don Mauro Inzoli. Bordo presenta un esposto alla Procura di Cremona: "chiedo che se sono stati commessi dei reati vengano puniti"

"Sono un parlamentare della Repubblica ed è uno dei miei compiti agire perché la legalità e l’uguaglianza di fronte alla legge siano sempre affermate e praticate". Così Franco Bordo, dopo aver depositato un esposto alla Procura di Cremona in merito all'affaire don Mauro Inzoli.

 

La preghiera e l'umile riservatezza

L'ex parroco della Ss.Trinità è stato invitato dalla Santa Sede "a una vita di preghiera e di umile riservatezza" per 'abusi su minori'. La sentenza prevede alcune restrizioni "la cui inosservanza comporterà la dimissione dallo stato clericale".

 

Le restrizioni imposte dal Vaticano

"Don Mauro – ha spiegato il vescovo di Crema, monsignor Oscar Cantoni - non potrà celebrare e concelebrare in pubblico l’Eucaristia e gli altri Sacramenti, né predicare, ma solo celebrare l’Eucaristia privatamente. Non potrà svolgere accompagnamento spirituale nei confronti dei minori o altre attività pastorali, ricreative o culturali che li coinvolgano. Non potrà assumere ruoli di responsabilità e operare in enti a scopo educativo. Non potrà dimorare nella Diocesi di Crema, entrarvi e svolgere in essa qualsiasi atto ministeriale. Dovrà inoltre intraprendere, per almeno cinque anni, un’adeguata psicoterapia".

 

Gli strumenti della magistratura italiana

Secondo il deputato di Sinistra Ecologia Libertà "la Chiesa si è espressa con estrema trasparenza e chiarezza; ha comunicato i gravissimi atti di cui il Tribunale Ecclesiastico ha ritenuto Mauro Inzoli responsabile in via definitiva. Ora è necessario che anche la magistratura italiana azioni gli strumenti legali per fare chiarezza, ed eventualmente perseguire i reati".

 

Le richieste dei cittadini

L'esposto di Bordo ha preso spunto dalla comunicazione della Diocesi di Crema: "come parlamentare, raccogliendo le numerose richieste ricevute in questi giorni, penso di dover rappresentare i cittadini che chiedono che di fronte alla giustizia tutti siano vagliati in eguale misura, al di là del proprio ruolo. Di conseguenza, chiedo che se sono stati commessi dei reati, che questi vengano puniti".

 

Atti particolarmente odiosi

"Da quanto si evince dalla sentenza vaticana – aggiunge il deputato cremasco - sarebbero atti particolarmente odiosi e quindi non si deve perdere un minuto di più per avviare le indagini e accertare da un punto di vista penale se è successo qualcosa, che cosa è successo e chi, quando, come e dove l'ha commesso".

 

La Procura di Cremona

L'esposto è stato rivolto alla procura di Cremona "perché la notizia di reato è stata emessa sul nostro territorio dalla Diocesi. Il fatto che Inzoli per anni non possa mettere piede nel territorio diocesano lascia presupporre che possa anche essersi consumato qualche reato all'interno della provincia di Cremona. Penso di aver fatto solo il mio dovere. Ora sta ad altri appurare la verità dei fatti ed agire di conseguenza". Al momento – conclude Bordo - non risultano altri provvedimenti o indagini nei confronti di don Mauro Inzoli, ma il fatto che a me non risultino non significa che non ci siano".

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