18-06-2017 ore 11:38 | Cronaca - Milano
di Gianni Carrolli

Legambiente. Ozono nell'aria, limiti sforati in Lombardia: “serve più informazione”

“Le previsioni meteo non lasciano molte speranze di miglioramento in questa settimana: nessun territorio della pedemontana e pianura lombarda è immune. Sarebbe dunque il momento di far scattare l’informazione ai cittadini”. Così Legambiente in merito all’innalzamento dei livelli di ozono in gran parte della Lombardia. “L’informazione sul rischio ozono – aggiungono – è difficile da rintracciare, compare solo nota informativa sul sito di Arpa Lombardia”.

 

Impegno continuo

“Non ci stancheremo, come ogni anno, di denunciare la grave sottovalutazione dell’inquinamento estivo da ozono – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – in situazioni come quella che stiamo vivendo è imperativo, per le autorità pubbliche, diramare informazioni capillari ai cittadini per evitare che essi assumano inconsapevolmente comportamenti pericolosi per la loro salute, peggiorando gli effetti nocivi dell’inquinamento da ozono, soprattutto per le vie respiratorie”.

 

Rischio quotidiano

Le fasce giornaliere più critiche sono quella pomeridiana e la prima serata, “perché la quantità di questo inquinante resta nell’aria anche nelle prime ore dopo il tramonto del sole. Dunque, se possibile, le attività all’aperto dovrebbero essere limitate alle ore mattutine, mentre nel resto della giornata è consigliabile tenere ben chiuse porte e finestre di casa. Un’attenzione particolare va posta ad anziani e bambini, i soggetti più a rischio. È bene anche fare attenzione al fumo e ad altre sostanze irritanti presenti in ambienti domestici e lavorativi, considerando che la tossicità dell'ozono aumenta considerevolmente la vulnerabilità delle mucose respiratorie”.

 

Necessità di intervento

Anche a Crema il livello di ozono disperso nell’aria ha fatto registrare alti livelli. Da inizio giugno tuttavia i livelli non hanno mai superato la soglia d’informazione né quella di allarme – rispettivamente fissate a 180 e 240 microgrammi su metro cubo d’aria – complice anche la tromba d’aria che s’è abbattuta sul Cremasco il 6 giugno. Per contrastare la carenza di informazione sul tema, Legambiente ha lanciato una campagna di monitoraggio in collaborazione con regioni italiane, austriache, francesi e spagnole: si chiama Captor, è un progetto di citizens science ed è finanziato dall’Unione Europea. Oltre a Captor, Legambiente rimane convinta della necessità di “un piano d’azione per prevenire l'inquinamento da ozono”.

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