11-01-2018 ore 20:42 | Cronaca - Brescia
di Riccardo Cremonesi

False fatturazioni. Sequestrati beni per 180 milioni di euro. Coinvolto anche il Cremasco

Ammonta a 180 milioni di euro il valore dei beni e dei conti correnti sequestrati dalla Guardia di Finanza di Brescia nell'operazione All inclusive. Tra questi anche un'auto e due appartamenti con box nei dintorni di Crema, intestati all'immobiliare di una delle persone indagate. Al centro dell'indagine uno studio di consulenza fiscale di Milano. Secondo gli inquirenti a partire dal 2015 i consulenti avrebbero falsificato le contabilità societarie per ottenere compensazioni d'imposta attraverso la presentazione in banca di falsi modelli F24.

 

La proposta di un pacchetto completo

Lo studio avrebbe proposto un pacchetto completo, con tanto di notaio, domiciliazione fittizia (una società è risulta avere sede legale presso la stazione ferroviaria di Rovato), prestanome, tenuta e aggiornamento della contabilità. Delle 176 società clienti, la maggior parte operanti nel settore edilizio, 132 sono risultate domiciliate fittiziamente mentre 164 hanno presentato fatture false ed eseguito compensazioni illecite. Inoltre avrebbero nascosto la contabilità aziendale.

 

Frode da oltre 1 miliardo di euro

I finanzieri hanno quantificato in 1,364 milioni di euro la frode fiscale. Su disposizione del Gip del tribunale di Brescia sono state arrestate 17 persone: 8 in carcere, 9 ai domiciliari e disposto l'obbligo di firma per altre 8 persone. I reati contestati sono: dichiarazione fraudolenta e infedele, indebita compensazione, truffa aggravata, bancarotta fraudolenta, impiego di beni e denaro di provenienza illecita, sostituzione di persona, falsa dichiarazione ad un pubblico ufficiale, associazione a delinquere a carico dei responsabili dello studio e dei loro prestanome.

 

Maxi sequestro

Sono stati sequestrati anche 8 auto, 22 terreni e 199 abitazioni in provincia di Genova, Milano, Bergamo, Brescia, Pavia, Varese, Verona, Catania e nel Cremasco. Come evidenziato dal comandante provinciale, il colonnello Salvatore Russo, “grazie alla nuova circolare, 1/2018, chi utilizza fatture false e costruisce sistemi articolati e complessi per frodare lo Stato, come quelli relativi a questa indagine, viene considerato come un criminale fiscale che sottrae risorse per lo sviluppo e la crescita della nazione, a discapito di imprenditori e professionisti che ogni giorno svolgono il proprio lavoro rispettando le regole”. Non si escludono ulteriori sviluppi.