10-08-2016 ore 10:08 | Cronaca - Aleppo
di Angelo Tagliani

Aleppo verso la battaglia finale. Padre Ibrahim: “Non sappiamo cosa accadrà”

Migliaia di uomini dell’esercito siriano di Assad si preparano alla battaglia finale contro le milizie che da lungo tempo controllano la città siriana ormai distrutta. Come spiega padre Ibrahim Alsabagh, parroco di Aleppo, “la situazione è assai difficile, perché continuano i bombardamenti che sono stati intensificati, come sempre, durante la notte; ma ci sono ancora bombardamenti di missili che cadono su questa zona, sulle zone abitate della parte ovest della città, nella quale viviamo noi. Non sappiamo niente della situazione della guerra ma ne sentiamo sicuramente i risultati negativi. Tanta gente ha paura, manca l’elettricità, come sempre, è mancata anche l’acqua, di nuovo. Tutto è a caro prezzo e negli ultimi giorni due zone sono state evacuate e tante persone hanno dormito e continuano a dormire per le strade e nelle tende”.

 

Tregua umanitaria

Le Nazioni Unite hanno chiesto una tregua umanitaria di 48 ore: “dubito che ci saranno le condizioni per una tregua. Abbiamo sentito che è previsto l’arrivo di tanti militari da ogni parte verso Aleppo e quindi l’aria non è tranquilla, pacifica, che prepara una tregua: questa volta potrebbe essere anche una guerra totale. L’esercito vuole riprendere le parti che ha perso negli ultimi giorni, mentre questi gruppi militari si preparano ad avanzare ulteriormente, verso Hamadaniya e verso tutta la parte ovest della città”.

 

Ribelli o gruppi jihadisti

Gli organi di informazione internazionale parlano di ribelli, ma per padre Ibrahim la situazione è differente: “per come la vediamo e la sentiamo noi, dal di dentro della città sono i jihadisti più che i ribelli quelli che prendono il timone di tutti questi gruppi di militari che sono veramente molto, molto diversificati”. La popolazione è stremata e pur tra molte difficoltà prosegue il lavoro dei francescani: “È un miracolo se anche questo mese riusciremo a distribuire il pacco alimentare mensile a migliaia di famiglie, se abbiamo potuto comprare tutto il materiale prima della chiusura della strada principale di Aleppo. Siamo molto soddisfatti e contenti che almeno possiamo distribuire questo pacco alimentare sostanzioso a queste migliaia di famiglie”.

 

La pace

I militari di Assad sembrano decisi a riprendere il controllo della città: “Non sappiamo cosa potrà succedere. Noi abbiamo annunciato a tutti i sacerdoti, da ieri, e lo abbiamo detto anche alla gente, che vogliamo digiunare e pregare in queste prossime 72 ore, perché la volontà della pace regni sempre e perché vinca sull’altra volontà, quella della guerra”.

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