10-02-2018 ore 18:41 | Cronaca - Crema
di Andrea Galvani

Il Giorno del ricordo ed il futuro dell’Europa quale laboratorio di convivenza e tolleranza

Le delegazioni di studenti delle scuole medie Vailati e delle superiori dello Sraffa, del Galilei e del Racchetti il Comune di Crema hanno preso parte, stamattina in piazza Istria e Dalmazia alla giornata del ricordo. Il corteo delle autorità e degli esponenti delle istitutuzioni è partito da piazza Duomo e accompagnato dal corpo bandistico Giuseppe Verdi di Ombriano. Tanto commovente quanto necessario - ancor più vista l'attualità - il racconto di Tommaso Caizzi, all'epoca giovane posto di fronte all'immagine tragedia della guerra. Della violenza e delle esecuzioni sommarie.

 

Ambiguità e silenzi

Come sottolineato dal sindaco Stefania Bonaldi, “istituita nel 2004, la Giornata del ricordo ha posto fine a silenzi e ambiguità durati troppo a lungo su una pagina tragica di una storia che oggi consideriamo pienamente nostra. Una pagina colpevolmente stralciata dalla memoria collettiva e dalla coscienza nazionale, con una omissione che ancora oggi colpisce”. Si trattò di “un’ondata di aggressioni verso italiani indifesi, colpevoli solo d’essere italiani, da parte degli jugoslavi, per un disegno agghiacciante. Una epurazione voluta per eliminare le presenze italiane che avrebbero potuto mettere in discussione il controllo da parte dell’esercito di Tito; oggi sappiamo che il disegno comunista e stalinista utilizzò, in tutto l’est europeo , la nazionalità e le etnie per realizzare i propri fini di prevaricazione”.

 

Riserve ideologiche e culturali

Il sindaco ha parlato di una “strage ingiustificabile, che coinvolse intere comunità e di un esodo di cittadini inermi, famiglie, bambini, anziani. Centinaia di migliaia di profughi, espulsi, sradicati, privati della propria patria e accolti nel nostro paese con diffidenza, riserve ideologiche e culturali, ignoranza. Oggi questo va ricordato, esprimendo la nostra solidarietà e vicinanza alla comunità giuliano dalmata, il cui dramma di allora esige delle scuse ed obbliga invece ad una memoria condivisa”.

 

Convivenza e tolleranza

Nel secolo scorso “l’Europa è stata il palcoscenico sul quale è andato in scena il copione peggiore della storia dell’umanità. L’Europa può e deve essere la risposta. Intesa come culla dei popoli, casa comune, laboratorio di convivenza e di tolleranza. Ai nostri ragazzi noi stiamo cercando di insegnare quanto sia importante “essere e sentirsi cittadini europei”, in un continente che proprio sulle macerie delle due guerre mondiali ha costruito un percorso di unione per traguardare un orizzonte di pace e di prosperità, di tolleranza e di civile convivenza, riconoscendo come pilastri il valore delle differenze ed il rispetto reciproco”.

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