08-01-2014 ore 20:39 | Cronaca - Cremosano
di Francesco Jacini

Lavoro. Giovani cremaschi contro la crisi: la storia di Chiara Foppa Pedretti: “credere sempre in se stessi”

Giovani che scappano all'estero, giovani che si arrabattano tra un lavoro e l'altro, giovani scoraggiati. Ma anche giovani che si impegnano a cambiare le cose da qui, dall'Italia. È il quadro di un rapporto, quello tra i giovani e la crisi, che è da tempo oggetto di riflessioni da parte dell'intera società, a partire dalla classe politica. Proprio dai ragazzi, però, vengono anche alcuni tra i migliori esempi di soluzioni anti crisi, elaborate con creatività, impegno e determinazione prima nello studio e poi nel mondo del lavoro.

 

Sognare sì, ma con i piedi per terra

Quello di Chiara Foppa Pedretti, 29 anni, nata e cresciuta a Cremosano, è uno di questi esempi. Laureata in Lingue, Culture e Comunicazione Internazionale nel 2008, nel pieno boom della crisi, si è subito rimboccata le maniche, accettando un'offerta per uno stage in una multinazionale con sede nel territorio. Qui ha lavorato per due anni, imparando un lavoro, quello dell'impiegata logistica, ma allo stesso tempo non perdendo di vista il suo sogno, il suo obiettivo: lavorare come traduttrice.

 

Il grande salto

Così, la sera e nei fine settimana inizia a svolgere qualche piccola traduzione per i primi clienti, destinati a crescere di numero nel giro di pochi mesi, tanto da spingerla a fare il grande salto. Tra mille dubbi e paure, a 26 anni Chiara si licenzia, rinunciando a un contratto a tempo indeterminato, per diventare una lavoratrice autonoma. La sua scelta, con il tempo, si è rivelata vincente.

 

Un'attività di successo

Oggi la sua attività sta ancora crescendo e vanta tra i propri clienti aziende di livello internazionale. Tra i suoi punti di forza ci sono il dinamismo, l'elevata professionalità e la capacità di relazionarsi con chi ha bisogno di una traduzione, dal privato che necessita di un documento per il tribunale al direttore delle vendite di una grossa società.

 

“Credere sempre in se stessi”

“Guadagno più che da dipendente, e sono anche più felice - ammette la giovane imprenditrice cremasca - il lavoro in proprio non è sempre rose e fiori, ci sono alti e bassi, ma la possibilità di gestire il mio tempo, di prendere decisioni autonomamente e di dedicarmi ai miei affetti è impagabile”. Un consiglio ai coetanei più sfiduciati? “Non smettere mai di credere in se stessi, migliorarsi con corsi di approfondimento o studi autonomi, soprattutto nelle lingue, e mettere a frutto la propria inventiva”.

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