07-07-2017 ore 13:10 | Cronaca - Milano
di Gianni Carrolli

Trenord. Soppressioni e disagi, puntuale la replica dei pendolari: “più fatti meno parole”

“Il precipitoso comunicato di Trenord nel tentativo di rispondere in affanno alle critiche sul servizio mette a segno una serie di autogoal che non fanno che confermare i problemi evidenziati dal coordinamento”. Questo il commento (in allegato il comunicato stampa) con cui i Matteo Mambretti, Lucia Ruggiero, Simone Verni – rappresentanti dei viaggiatori alla Conferenza Regionale del Tpl – rispondono alla replica di Trenord (nota integrale in allegato), rispetto ai disagi che i pendolari del servizio ferroviario hanno subito nel mese di giugno.

 

Caldo e Soppressioni

Il primo tema è quello delle soppressioni, per Trenord circoscritto “tra l’11 e il 25 giugno, nelle due settimane colpite dal caldo torrido e sulle linee dove circolano i treni più vecchi della flotta”. Per i comitati dei pendolari è “strano che sia solo un problema di materiale vetusto e non di manutenzione: linee diesel hanno fermi quasi tutti i Gtw, i treni più nuovi della flotta”. Rispetto alle temperature il “problema è difficile da sostenere, in una regione nella quale non è infrequente superare i 30° durante i mesi estivi, e per cui è normale che l'asset aziendale sia dimensionato per poterlo gestire”.

 

Manutenzione insufficiente

Altra criticità che ha interessato i pendolari cremaschi è la manutenzione dei treni: “Trenord sostiene che le ore/uomo totalizzate alla fine del 2017 dalla manutenzione Trenord saranno circa l’8,5 % in più rispetto a quelle del 2016. Nulla da eccepire sul numero, ma il tema è l’efficacia ed il risultato che sui treni si percepisce tutti i giorni. Se è vero che sono state fatte moltissime soppressioni a causa di guasti al materiale rotabile e che l’aria condizionata non funziona, non se ne può che derivare che nonostante l’apertura del deposito di Camnago l’azienda non è riuscita a garantire una manutenzione sufficiente a prevenire i problemi e di conseguenza le soppressioni”.

 

Duecento addetti mancanti

Non meno importante il tema del personale: “Sosteniamo, dati alla mano, con cancellazioni concentrate nei periodi di vacanza che non sono attribuibili a guasti, una carenza strutturale nel numero degli addetti. Trenord risponde che è totalmente errato attribuire le ragioni delle soppressioni alla riduzione del personale in nome del contenimento dei costi: proprio nel giugno 2017 Trenord ha assunto e messo in servizio 44 nuovi capitreno e nel frattempo continua l’implementazione del poderoso piano di assunzioni che prevede l’ingresso di circa 200 nuove risorse tra il 2017 e il primo semestre 2018. Come dire: il personale non manca ma stiamo assumendo 200 persone. Allora il personale manca, appunto 200 persone per coprire i turni”.

 

Più fatti e meno parole

“Sembra che nonostante il tentativo di nascondere l’evidenza dietro a qualche affermazione, anche i dati forniti e le reazioni dimostrino che, pur non avendo a disposizione i dati ufficiali di Trenord, la clientela non aveva torto nel sollevare quei problemi che alla luce di queste considerazioni appaiono più che fondate. Infine, auspichiamo che le risorse di Trenord vengano d’ora in avanti orientate al tentativo di soluzione dei problemi reali, anziché all'architettura di un sistema di replica alle sofferenze dei viaggiatori che esprimono in effetti il termometro della situazione reale. Più fatti e meno parole, insomma”.

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