02-11-2012 ore 14:38 | Politica - Crema
di Emanuele Mandelli

Mario Lottaroli, Rifondazione comunista, difende la campagna Inside/Out e Paola Vailati: "soldi spesi bene, oggi i cittadini devono prendere coscienza del ruolo dei migranti"

“Sono spesi bene i tremila euro per i manifesti della campagna Inside Out, perché perseguono l’importante obiettivo di contribuire a porre rimedio ad un limite della nostra legislazione, allineandoci agli altri paesi europei”. I compagni di partito dell’assessore Paola Vailati difendono la scelta di adesione alla campagna L’Italia sono anch’io per la cittadinanza breve.

Sono 200 le città che hanno aderito
Tocca al consigliere comunale di Rifondazione Comunista Mario Lottaroli placare la polemica: “La campagna promossa a livello cittadino dalla brava Paola Vailati chiede che sia riconosciuta la cittadinanza italiana ai figli nati in Italia da cittadini stranieri e sono più di duecento le città che hanno aderito all’iniziativa, caldeggiata, tra gli altri, anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”.

Forse si poteva derogare il regolamento
L'esponente di Rifondazione cerca di comprendere le critiche: “Ha ragione il consigliere Simone Beretta, vi sono in città spazi appositi per le affissioni, ma questi manifesti, assieme alle persone che hanno prestato i loro volti all’iniziativa, chiedono diritti e uguaglianza per chi oggi è discriminato. Vale la pena derogare ad un regolamento comunale per affermare principi universali, non sempre leggi e giustizia camminano di pari passo”.

Spaventa la presa di coscienza
“Queste fotografie, oltre al loro valore simbolico, sono davvero belle - aggiunge Lottaroli - ritraggono giovani e meno giovani di provenienze e colore della pelle differenti, danno il senso di una città multietnica in cammino e aperta al domani. Forse è questo che spaventa Simone Beretta e i cittadini di centro e di destra, contrari all’iniziativa: la presa di coscienza che questa realtà è irreversibile e impone lo sforzo di confrontarsi con culture, religioni e abitudini diverse a casa nostra”.

Cittadini di serie B
“I migranti si accettano per fare lavori umili e mal pagati, per pulire il sedere ai nostri anziani, ma una volta terminati i loro compiti dovrebbero, come per incanto, sparire inghiottiti dal nulla, per riapparire il giorno seguente ad assolvere i loro compiti. Quando si affrontano problemi delicati come l’immigrazione, bisognerebbe far prevalere la razionalità; l’intolleranza è una brutta bestia, una volta superata la barriera inibitoria rappresentata dal senso civico o dal credo religioso, diventa un moloch ingovernabile”.

La politica sociale
“Questa è una fase storica complessa, la crisi economica e morale sta corrodendo la società, la povertà e la solitudine alimentano rabbia e disperazione. La politica deve rispondere a queste emergenze, creare la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini, parlare alla testa e non alla pancia delle persone. Alimentare il razzismo e l’intolleranza per raggranellare un pugno di voti- conclude l'esponente di Rifondazione - è una strategia miope e pericolosa”.