Ogni anno, il 1 novembre, gli Alpini si danno appuntamento al Sacrario del Quartierone per commemorare i propri defunti. Un appuntamento che si è rinnovato anche quest'anno, con la celebrazione della messa nella solennità di Ognissanti, monsignor
Vito Barbaglio, presidente del capitolo della cattedrale. Presenti anche due confratelli del Santissimo Sacramento dei Sabbioni, oltre ad
Alice Bonizzoni nelle vesti di solista e guida dei canti.
Festa di tutta la ChiesaLa celebrazione - caratterizzata da tanta musica e profumo d'incenso - come sempre avviene in quel luogo è stata impreziosita dal suono dell'organo concesso in comodato gratuito dalla Pontificia fabbrica d'organi Giovanni Tamburini di Pianengo. Nell'omelia, il sacerdote ha invitato a riconoscere come quella di tutti i Santi sia la "festa di tutta la Chiesa, perchè oggi si scopre unita a Cristo nelle sue tre dimensioni:
militante - noi che viviamo sulla terra -
purificante - secondo la dottrina cristiana, costituita a coloro che, già morti, stanno purificando i loro peccati - e
trionfante, costituita da tutte le anime ormai libere da colpa che godono la gioia del Paradiso, i santi, giustappunto.
Valore alpinoRivolgendosi poi alle "penne nere", monsignor Barbaglio le ha invitate "a guardare sempre verso l'alto, per contemplare le cime e alimentare così il desiderio di raggiungerle". Dopo la comunione, il capogruppo cremasco
Fabio Samanni ha recitato la preghiera dell'Alpino, subito seguita dal canto del 'Signore delle cime'. Conclusa la messa, il carillon dell'Unità d'Italia installato presso il sacrario - che già aveva convocato i fedeli prima del rito con un'antologia di brani sacri - si è prodotto nell'esecuzione di 'Valore alpino', inno ufficiale dell'Associazione.