Lions Club Gerundo, le immagini e le emozioni del cammino di Santiago de Compostela. A Grumello il relatore Sandro Di Martino
Una serata di vera emozione, quella trascorsa dai soci del Lions club Crema Gerundo, presieduto da Andrea Goldaniga e dai loro amici, nella calda e avvolgente cornice dell’agriturismo San Martino a Grumello Cremonese. Le immagini e le parole del relatore dottor Sandro Di Martino, hanno accompagnato i presenti lungo il percorso che i pellegrini di ogni paese affrontano per giungere alla Cattedrale di Santiago. Più di ottocento chilometri, percorsi a piedi, dal mitico passo di Roncisvalle, famoso per essere il luogo della morte, secondo la leggenda, dell’impavido paladino Orlando, alla piazza dell’Obradorio su cui sorge maestosa la cattedrale di Santiago de Compostela.
Le carratteras spagnole
Sentieri accidentati, nascosti tra i boschi o ai margini delle carratteras spagnole, sotto il sole o la pioggia, paesini di pochi abitanti, città importanti come Pamplona, Bourgos o Leon, caratterizzate da sontuose piazze e magnifiche cattedrali, sono stati l’itinerario di milioni di pellegrini. Le immagini dell’arrivo a Santiago, il momento più emozionante per tutti coloro che intraprendono un simile percorso, hanno saputo coinvolgere tutti, grazie ai ricordi puntuali, precisi e ancora intrisi di una vena di commozione, del relatore, nonostante sia trascorso più di un anno dal percorso.
La dimensione interiore
E ancora le immagini del paesaggio, degli ostelli più o meno di fortuna in cui si trascorreva la notte in compagnia di amici incontrati alla partenza oppure lungo il cammino, "...e addirittura, aggiungeva il dottor Di Martino, una volta ho contato ben diciassette nazionalità diverse, con una netta prevalenza di brasiliani...” hanno convinto il pubblico che questa deve essere una esperienza veramente unica, un modo per ritrovare una nuova dimensione interiore e per “sentire la vita” non solo nella natura e attraverso il canto degli uccelli, ma anche per riscoprire i propri pensieri più intimi.
Le difficoltà del percorso
Un accompagnatore speciale, immortalato in alcune immagini, è stato Cica, il cagnolino di un pellegrino bergamasco, “le cui zampette venivano amorosamente curate ogni sera, eppure lui cercava di rifugiarsi, in un inutile tentativo di nascondersi, sotto le brande o si fiondava nel baule di una qualsiasi macchina a testimoniare la difficoltà del percorso e la non volontà di proseguire il faticoso cammino”. Ma è davanti alla maestosa cattedrale, al Portico della Gioia di Mastro Matteo, alla preziosa urna in cui è conservato il corpo di San Giacomo che si conclude per chi intraprende questo viaggio, un’esperienza fatta di fede, umanità e solidarietà che, grazie al racconto del relatore, ha catturato l’attenzione e la partecipazione dei numerosi presenti.