01-11-2012 ore 12:11 | Politica - Crema
di Emanuele Mandelli

Francesco Torrisi: “Costituzione e Concilio Vaticano II sanciscono il diritto alla professione di religione, ma in città forse servirebbe una Consulta interreligiosa”

Prosegue il dibattito tra favorevoli e contrari alla costruzione di un centro culturale arabo in città. Dopo l’incontro tra l’amministrazione comunale e i cittadini di Ombriano dove sono emersi pareri contrastanti da parte dei cittadini arriva anche il parere di un rappresentante della società civile cremasca, Francesco Torrisi, che nelle ultime elezioni era candidato nella lista Crema bene comune che sosteneva Stefania Bonaldi.

Un diritto
Scrive Torrisi: “La Costituzione Italiana al suo art. 19 recita: "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume. Questa quindi la premessa, civile, laica, non discutibile, piattaforma sulla quale costruire qualsivoglia azione in materia".

Concilio Vaticano II
“Ciò posto per chiarezza di termini, entrando nel tema più propriamente religioso l’impostazione credo debba essere non tanto quella ormai scartata, obsoleta, e di retroguardia, di avversare, colonizzare, convertire, chi pratica una religione diversa da quella storicamente e culturalmente consolidatasi nella terra nella quale siamo nati, ma, al contrario, innescare, favorire, coltivare l’incontro costruttivo, consapevole, civile tra le comunità religiose, per la conoscenza reciproca delle pratiche, degli approcci, dei riti che attuano la diversa fede professata.

Dignità di fede
"Quindi l’approccio sia non tanto grossolanamente Moschea sì o no e comunque fuori dal mio giardino, ma al contrario: incontro tra le due comunità religiose, istituzionalizzato, calendarizzato, con reciproco riconoscimento delle proprie dignità di fede religiosa e dei propri luoghi di culto, incontro sui temi che si incarnano poi nella vita vissuta dalla comunità civile, della città, del territorio".

Salvaguardare le diversità
"La diversità è una ricchezza, solo che si illumini con l’intelligenza e la tolleranza e non la si voglia, al contrario oscurare, gettarla nelle ombre del razzismo, del fondamentalismo. Questo e non altri, credo sia l’unico approccio civile e soprattutto efficace per “tagliare l’erba sotto i piedi” a qualsiasi ipotesi di innesco di intolleranza, di protesta violenta, di fondamentalismo, di terrorismo".

Una Consulta interreligiosa
"Si è parlato, da parte di fonti alle quali i cittadini hanno attribuito credito ed autorevolezza, di “Protocollo di intesa”, forse è un modo un po’ “ingessato” di formalizzare l’approccio, però, in positivo credo la definizione possa essere reinterpretata proprio alla luce di quanto da me sopra argomentato, con l’istituzionalizzazione da parte del Consiglio Comunale, di una sorta di Consulta interreligiosa che lavori con continuità, con pari dignità, sui temi che coinvolgono i cittadini di diversa fede religiosa sui luoghi di culto. Perché, non dimentichiamolo, sempre cittadini sono e devono essere, cittadini che hanno differenti credo religiosi, ma hanno in comune l’appartenenza ad una medesima società civile".