Beretta contro "la farsa del pluriculturalismo. E' notte fonda a sinistra. Amministrazione miope e confusa, in preda a paranoie stralunate utili ad esercitare il potere fine a se stesso”
Nel caso ve ne fosse stato il bisogno, non si può certo dire che sul centro culturale arabo i consiglieri comunali non abbiano avuto modo di esprimere il proprio pensiero. Argomento inserito nella prima riunione della Commissione Ambiente e Territorio della nuova amministrazione di centrosinistra, l'ipotesi di realizzare un centro culturale islamico in città ha superato di slancio ogni altra argomentazione.
Confusione e miopia
L'ex assessore ai lavori pubblici Simone Beretta torna sulle parole del sindaco Stefania Bonaldi, definendola "miope e confusa, quando afferma che “anche alla precedente amministrazione era stata fatta una richiesta per un centro di preghiera islamico che, per pregiudizi ideologici, ha pensato bene di non prenderla neanche in considerazione”. E’ sicura di quello che afferma? Non può esserlo. Chi glielo ha detto? Non lo so" aggiunge.
Quesiti esauditi e taciute inclinazioni culturali
Il consigliere comunale del Popolo della Libertà, che durante la passata amministrazione era stato apertamente considerato dall'opposizione come il 'vero' sindaco, assicura che le "richieste protocollate hanno avuto le risposte dovute. Noi di centrodestra non abbiamo messo la testa sotto la sabbia, anzi l’abbiamo tenuta ben fuori e molto attenta. Trovo strano che la Bonaldi non sia stata allora informata, come capogruppo, da qualche signora successivamente in lista con il PD alle amministrative, di un’eventuale nostra negligenza. Viene spontaneo chiedersi perché non si è fatta anche allora paladina degli interessi islamici? Non trasecoli la Bonaldi se qualcuno sospetta che un qualche conticino di convenienza elettorale l’ha fatto. Sa benissimo di avere preso anche qualche voto per avere taciuto un’inclinazione culturale che oggi manifesta più compiutamente. Anche se costretta a sfumare la portata di quello che c’è in campo e che sembra esserle sfuggito di mano".
Le paranoie ed il potere fine a se stesso
Sulle dinamiche in seno alla maggioranza, Beretta non ha dubbi: "Più il sindaco Bonaldi interviene a sostenere un luogo di culto dove la comunità islamica possa ritrovarsi in preghiera, corredato da un protocollo d’intesa per un reciproco riconoscimento di diritti e doveri volti ad una serena e sicura convivenza civile, mettendo al bando sia la moschea che il centro culturale arabo, più le distanze tra lei e le paranoie un po’ farneticanti di Lottaroli di Rifondazione Comunista e quelle stralunate dell’uomo del SEL Coti Zelati diventano abissali. Tranne che alla fine, come sospetto, basterà poco per cementare l’unica cosa che sta loro a cuore, il potere fine a se stesso. Se così non fosse basterebbero queste distanze culturali e queste pregiudiziali ideologiche a far sì che ognuno segua la propria strada. ".
La civiltà "troppo diversa"
"Io credo che quelle di una sinistra e di una parte del PD siano ossessioni. E siccome il politicamente corretto non è affatto finito, non vorrei che la Bonaldi si trovasse a essere accusata, in nostra buona compagnia, di razzismo perché ci sono ancora realtà che è meglio non vedere. Se sei contro le ipocrisie del pensiero progressista - afferma Beretta - rischi di passare per razzista. Ma io credo che questo antirazzismo, per me il razzismo è abominevole, sia 'una forma di censura che rimuove la minaccia dell’integralismo islamico'. Resto convinto che l’Islam sia una 'civiltà' troppo diversa, perché io non mi senta in dovere di difendere le radici della mia civiltà, fatta anche di presepi e di crocefissi nelle scuole come altrove, vie e piazze comprese".
L'approccio alla soluzione
L'ex assessore ai lavori pubblici allarga il campo: "Vi sono identità come la nostra che vanno difese da chi non è ancora in grado di comprendere la nostra cultura e a rispettare la libertà di esprimerla. Non sono contrario a uno spazio riservato alla preghiera degli islamici, come di qualunque altra confessione religiosa. Di certo un Centro culturale arabo piuttosto che una moschea sono altra cosa e certamente più complessa rispetto a uno spazio per una preghiera comune. Resto comunque molto lontano dall’approccio alla soluzione del problema che propongono le sinistre, come sono molto lontano dalle banalizzazioni del presidente del consiglio comunale di Crema".
Il reciproco riconoscimento
Resta in campo solo una semi apertura del sindaco che - aggiunge Beretta - "sta lacerando la sua maggioranza. La reciprocità, tanto invisa a SEL e a Rifondazione comunista, ma non solo, è un termine che racchiude dentro sé la sostanza di una condivisione culturale ed etica che l’amico Ancorotti sta correttamente evidenziando e che la Bonaldi sembra voler accarezzare ed apprezzare. Il che significa che il reciproco riconoscimento non può che passare dall’accettazione del mantenimento dei nostri crocefissi nei luoghi pubblici a memoria delle nostre radici giudaico cristiane, dal no alla bigamia, dal no ai matrimoni per procura fino all’accettazione che anche gli islamici possano abbracciare una fede diversa in libertà - per noi un cristiano è libero di abbracciare l’islamismo, ma lo stesso domani potrebbe riabbracciare una fede momentaneamente smarrita? - dal ripudiare la Jihad ad altro ancora".
La farsa del pluriculturalismo
"L’importante è non confondere la difesa della legalità con la difesa della nostra identità, che io avverto come un dovere oltre che come un diritto. Vorrei tanto spalancare le porte a chiunque, ma non è possibile fin tanto che la libertà non alberga nel cuore e nella mente di tutti. Da ultimo: il non volere il referendum da parte della sinistra, che predica la partecipazione, la dice lunga sullo storico bluff: partecipare per loro è sempre stato e resta un infingimento. Serviva e serve solo fino alla conquista del potere. Vorrei, parafrasando la Fallaci, difendermi dalla commedia della tolleranza, dalla bugia dell’integrazione, dalla farsa del pluriculturalismo fino a quando non avrò la certezza che il 'mio' crocefisso, che non è “un cadaverino ignudo messo li per spaventare i bambini musulmani”, e il mio presepe non resteranno dove devono essere.