Dall’Adda al Po (con il Pop), gli acquerelli di Adolfo Maffezzoni in esposizione a Ripalta Arpina. Merico: "interpretazione dal sapore del ricordo che sfuma nella mente"
Proveniente da Rivolta d'Adda, nel fine settimana farà tappa a Ripalta Arpina, nell'atrio delle ex scuole elementari di piazza Caduti 1, la mostra di Adolfo Maffezzoni Dall'Adda al Po con il Pop. "Sembrano appunti di viaggio questi ventiquattro acquarelli realizzati con accumulazioni di carte, veloci ed emotivi lampi di curiosità dipinta più che resoconti compiutamente illustrativi. Narrano le antiche glorie architettoniche della terra padana, respirano il suo clima umido, la sua aria greve, odorosa e intrisa di storia, evocando al contempo una civiltà rurale, laboriosa e genuina".
La cura del dettaglio
Secondo Silvia Merico "anche il più piccolo paese qui conserva le vestigia del suo passato civico e artistico, che veste talvolta i panni di un’architettura minore ma fortemente identitaria, valorizzata dalla cura del dettaglio. Sono memorie storico artistiche così a ridosso dell’identità agricola e produttiva delle nostre zone da veicolarne anche il folclore, le tradizioni culinarie, le feste di paese, l’afflato religioso".
Le vie d'acqua
"Il pretesto che ha avvicinato l’artista a questi soggetti e a tale tipo di espressione pittorica, così distante dalle consuetudini della sua sensibilità creativa - prosegue Merico - è stata la collaborazione all’edizione di una guida turistica illustrata che segue le tappe di un percorso guidato nei territori lambiti o attraversati dalle vie d’acqua che nutrono il Po, da Soncino a Rivolta d’Adda, da Crema a Cremona, passando per Castelleone, Soresina, Pizzighettone, fino ad oltrepassare Casalmaggiore per arrivare a Sabbioneta, Zibello, Busseto, Parma".
L'essenzialità
"La ben nota esuberanza del nostro artista nel trattare la materia cromatica si lascia disciplinare in queste prove dall’essenzialità dell’acquarello. La sua è un’interpretazione delle architetture visitate, che assumono sulla carta il sapore del ricordo, sfumando nella mente con i dettagli che sembrano sfuggire al pennello per conservare solo ciò che conta. E’ una lettura che non può prescindere dall’atmosfera in cui sono inseriti i soggetti: essa ne smangia i profili, ne trasforma le tinte, assorbe le sue proprie ombre, deforma e piega le fughe prospettiche, le linee tremolanti in conflitto con la staticità dei monumenti quasi a suggerirne una visione filmica. Questi edifici sono riconoscibili eppure potrebbero non avere riscontri nel reale; sembrano quasi appartenere ad uno spazio scenico (forse un omaggio alle città misteriose di Stefan Hoenerloh)".
Sguardo innocente e incantato
"Con il mito del Grand Tour nel cuore - spiega Silvia Merico - Maffezzoni ha intrapreso un viaggio, pur conoscendone già ogni singola tappa. Più che da curiosità sembra sospinto dalla nostalgia che questi luoghi familiari, rivisitati e colti dal vivo procurano al suo stesso sguardo, un tempo innocente e incantato, ora carico di esperienze mature che a tratti restituiscono una visione quasi decadente, vagamente logora, consumata. Le prove pittoriche che ne scaturiscono si presentano come cartoline, sulle quali un viaggiatore anonimo ha scritto con calligrafia svelta e minuta i suoi appunti di viaggio, una rappresentazione estetica che vuole ribadire la consunzione e l’uso dell’immagine. Ricordano in qualche modo le accumulazioni che l’artista è solito fare con materiali diversi, con carte, legno, colori, cartapesta, colle e stratificazioni di oggetti salvati dalla distruzione o al contrario deliberatamente distrutti".
Il romanticismo e il pop
"Solo che qui il collage, la contaminazione, l’accumulazione si spostano su un versante interiore, più intimo; questa volta sulla carta si affastellano i contenuti dell’anima, le memorie, la malinconia, le impressioni emotive, i sentimenti. Tuttavia, quasi a sconfessare un romanticismo pittorico che non ama prendersi troppo sul serio, il versante Pop delle consuetudini espressive di Adolfo Maffezzoni si intrufola nei cieli sopra chiese, torri, palazzi, castelli, mura e campanili, dove appaiono caratteri tipografici mescolati alla rinfusa; e ancora, per non annegare nel sentimentalismo, strizza l’occhio all’osservatore attraverso i nomi dialettali dei luoghi dipinti, riportati in caratteri commerciali".
L'abitazione diventa opera d'arte
Conclude la rassegna un documento firmato dall’artista, una dichiarazione relativa alla proprietà di un’abitazione da lui acquistata e investita del significato di “opera d’arte”. Il valore di questa “Casa liberty tra palazzi” (che si trova a Cremona in via Dante), costruita dal suo stesso nonno all’inizio del secolo scorso con materiali di recupero, diventa contenitore artistico, luogo dell’arte, dimostrazione del recupero di significati artistici attraverso un’operazione che scivola dal concettuale al reale.
Orari
La mostra gode del patrocinio del comune di Ripalta Arpina, assessorato alla cultura, biblioteca comunale. Orari d'ingresso: sabato 27 ottobre dalle 18 alle 22, domenica 28 ottobre dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. Nell'occasione sarà visitabile anche il museo etnografico.