Esodati. Cinzia Fontana sul progetto Damiano: "Non possiamo cedere, è un tema di giustizia sociale, parliamo di persone che hanno stipulato accordi, dobbiamo dare una risposta"
Sta facendo molto discutere, non solo tra le forze che compongono o sostengono il Governo, la proposta di legge dell'ex ministro Cesare Damiano (Pd), che prevede l'allargamento del numero degli esodati introducendo una serie di scalini per consentire ai lavoratori di 58 anni di andare in pensione con 35 anni di contributi fino al 2017. Pare che il provvedimento, avversato dal ministro Elsa Fornero ma condiviso da Pdl, Udc e dalle forze di opposizione, abbia il problema della copertura: 5 miliardi. Arrivata in Aula alla Camera, la proposta di legge è stata approvata con un voto unanime in commissione Lavoro.
Di nuovo in commissione
Oggi la Commissione Bilancio della Camera ha constatato l'assenza di coperture finanziaria del decreto legge Damiano; non ha espresso parere negativo, ma ha rinviato il testo alla Commissione Lavoro affinché lo modifichi. La Ragioneria sostiene che il reperimento nel settore giochi di ulteriori risorse avrebbe un margine troppo elevato di aleatorietà: "ulteriori elevazioni del livello di tassazione potrebbero determinare effetti dissuasivi sul gioco stesso".
Chi sono gli 'esodati'
Andiamo per gradi. Chi sono gli esodati? Per la Cgil "le lavoratrici e i lavoratori 'esodati' sono tutti coloro che, in ragione della riforma delle pensioni di fine 2011, si trovano o si troveranno senza lavoro e senza pensione. Si tratta di persone che hanno sottoscritto accordi di esodo anche dopo il 4/12/2011 ma entro dicembre 2011 e che lasciano effettivamente il lavoro anche successivamente il 31/12/2011 (in mobilità, in mobilità lunga con dimissioni incentivate), che stanno usufruendo degli ammortizzatori anche oltre il 2012 e quindi incorrono negli innalzamenti dei requisiti per il diritto a pensione sulla base degli incrementi delle aspettative di vita, gli autorizzati alla prosecuzione volontaria (disoccupati), gli esonerati dal servizio (lavoratori statali), i titolari di prestazioni straordinarie a carico dei fondi di solidarietà di settore (bancari, ex dipendenti delle assicurazioni e delle poste)".
Esodati cremaschi
Approfondiamo la vicenda con la senatrice Cinzia Fontana, Partito Democratico. Cosa pensa della proposta di legge Damiano? "Dal mio punto di vista dobbiamo dare una risposta agli Esodati, troppi sono rimasti fuori dalle regole rispetto ad accordi scritti. Questo va sottolineato, non stiamo pensando di rivedere la riforma, ma di dare risposta a chi aveva sottoscritto accordi, vuoi di mobilità o di incentivi all'esodo".
In questi mesi le cifre sono continuamente cambiate. Quanti sono gli Esodati?
"In questi mesi si è passati dagli iniziali 35 mila ai 55 mila designati col decreto governativo. Quanti siano esattamente gli esodati non si sa. Il tentativo di questa proposta di legge è di evitare i drammi che si stanno creando nei nostri territori. Stiamo parlando di situazioni alle quali va ad aggiungersi la crisi, di persone che non hanno nessuna prospettiva".
Il problema è solo economico?
"E' evidente che occorre trovare le risorse, però non servono tutti i soldi della copertura adesso, perché si tratta di accordi secondo i quali i lavoratori vanno in pensione dal 2014 in poi".
Il mancato accordo sull'Imu alla chiesa ha influito sulla mancanza di fondi?
"No, quella era un'entrata già prevista, non riguarda questa proposta di legge. Se ne riparlerà a momento debito".
E' stata avvicinata da esodati cremaschi?
"Ho incontrato tanti Esodati in questi mesi. Lodi, per esempio, ha costituito un comitato molto attivo, sono davvero molto organizzati. Per quanto riguarda Crema e Cremona ho già avuto l'occasione di conoscere tanti lavoratori e lavoratrici in queste condizioni. E' un tema che riguarda la giustizia sociale, parliamo di persone che hanno stipulato accordi, dobbiamo dar loro una risposta".
Il ministro Fornero sostiene che vogliate cambiare la sua Riforma. E' così, è una mossa elettorale?
"Non stiamo dicendo di rivedere la riforma abbassando l'età pensionabile. Io ho conosciuto gli esodati e in alcuni casi ho visto la loro disperazione. Non escono da redditi importanti, ma spesso si trovano famiglie coi figli che non hanno un lavoro stabile, manca la certezza della fonte di reddito. Non possiamo lasciare le cose in questo modo, non ce lo possiamo permettere. Bisogna trovare il modo di risolvere questa situazione, soprattutto in un momento in cui la politica ha dato segnali così negativi in tutto e in particolare sullo sperpero delle risorse, credo che dobbiamo fare qualsiasi cosa per recuperare risorse".
Torniamo al nodo centrale. Quanti sono gli esodati?
"Il problema è che non avendo in mano un monitoraggio completo, la scorsa primavera avevano ragione tutti. Quanti accordi sono stati stipulati presso le direzioni del lavoro? Non è che il Ministero avesse l'elenco completo, ma solo il dato di quelli che avevano stipulato accordi presso di loro. Mancava nella proposta di legge tutta la parte del monitoraggio. Non si sapeva quali fossero i casi considerati Esodati, perché ci sono gli incentivi all'esodo, gli accordi di mobilità, la mobilità lunga. Manca questo dato, è difficile andare ad individuarli esattamente".
Recuperato il dato esatto dalle direzioni territoriali riuscirete a risolvere il problema?
"Mi chiede se pensiamo di mettere tutti coloro che sono esodati entro una proposta di legge e quindi troviamo immediatamente la copertura? Al momento non ce la facciamo. Servono troppi soldi. Il tema vero è un altro: monitoriamo esattamente quanti sono, poi con la proposta di legge sanciamo che loro sono considerati esodati e quindi hanno il diritto di essere salvaguardati. Per la copertura, trattandosi di soggetti che potranno accedere alla pensione dal 2014 in poi, fino al 2019 e 2020, andiamo man mano a trovare le risorse".
La Riforma Fornero è stata troppo violenta?
"Sì. Una riforma in quella fase andava fatta, penso all'estensione del contributivo a tutti. Insomma alcune questioni andavano sicuramente affrontate, il tema vero è che non vi è stata la gradualità necessaria. E poi, troppi soggetti sono in una situazione troppo complicata. Si sono visti cambiare le regole del gioco improvvisamente. Il tutto è frutto della situazione d'emergenza che non è ancora stata superata".
Come si interviene?
"Lavorando sulla giustizia sociale. Bisogna intervenire a livello di famiglie e di crisi generale. Continuo a battere su questo tasto. Nessuno nasconde la questione delle compatibilità finanziarie, ma non possiamo cedere. Anche dal punto di vista psicologico, gli ultracinquantenni non possono essere abbandonati. Quello che fa impressione è che tutti, anche chi ha un titolo di studio e aveva fatto l'accordo, non trova nessuna soluzione. C'è chi prova a spostare avanti di un anno la mobilità, ma non si riesce a trovare niente. La difficoltà è enorme e dobbiamo cercare di dare certezza a queste persone".