Crema. Rifondazione Comunista contraria al progetto di riqualificazione degli Stalloni: no alla cementificazione dell’area
Si profila una spaccatura nella maggioranza a seguito della decisione presa di avviare una riqualificazione dell’area degli Stalloni con un progetto presentato venerdì pomeriggio in una conferenza stampa del sindaco Stefania Bonaldi, assieme agli assessori Angela Beretta e Fabio Bergamaschi. La scelta, presa con tempi abbastanza rapidi, non è stata affatto condivisa dai rappresentanti della sinistra: Rifondazione comunista e Sel.
Una grave decisione
Prima reazione pubblica quella di Rifondazione Comunista che ha steso un volantino distribuito stamattina, presso il mercato di via Verdi, al banchetto di raccolta firme per le persone in difficoltà. Vi si legge: “E’ grave la decisione della Giunta di crema di avviare un progetto di edificazione nell’area degli Stalloni”.
Tempi stretti
“La delibera consente di costruire uffici, ambulatori, parcheggi e abitazioni nell’area del galoppatoio degli Stalloni. Il progetto, sorto in accordo con regione Lombardia, Asl e Ospedale di Crema, avrà un impatto notevole in una zona dove sono presenti il mercato, una scuola, le fermate degli autobus e un supermercato. Stretti dai tempi della delibera è mancata la possibilità di un confronto approfondito nella coalizione ed è mancato soprattutto un percorso partecipato con i cittadini e con le associazioni del volontariato che sull’area avevano richieste e proposte, venendo così meno ad un punto cardine del nostro programma elettorale”.
Perché tanta fretta?
“La motivazione dei tempi stretti della delibera è legata all’ottenimento del Fondo per l’attuazione del piano nazionale per le città, ma tale fondo proseguirà fino al 2017 destinando allo scopo importi superiori a quelli del 2012. Con maggiore tempo a disposizione avremmo potuto invitare i cittadini a partecipare e a elaborare progetti alternativi”.
Un onere troppo alto e rischioso
“Per attuare questa iniziativa l’amministrazione di crema assume un onere di quattro milioni di euro, la cui copertura è affidata alle entrate derivanti dalla vendita di alcuni terreni ed immobili di proprietà comunale, il rischio è che in questa fase di recessione e svalutazione dei patrimoni immobiliari se la vendita non dovesse dare i frutti sperati come si provvederà a coprire il disavanzo? Saranno sottratte risorse al magro bilancio comunale?
Un bene indisponibile
Come richiesto da moti movimenti di cittadini e come indicato dal recente decreto del governo che tende a limitare l’uso del verde (soprattutto se pubblico) per nuove costruzioni, sarebbe meglio individuare immobili e aree industriali dismesse per insediare costruzioni anche di interesse pubblico. Consideriamo gli Stalloni un bene comune per questo indisponibile e qualsiasi iniziatica di riqualificazione senza il coinvolgimento dei cittadini”.