Dieci giorni di festa presso la parrocchia dei frati per il Patrono d’Italia. Tra le iniziative anche una cena marocchina
Non è male avere due patroni. Battute a parte la parrocchia dei Sabbioni bissa la sagra patronale di San Lorenzo di agosto con dieci giorni di iniziative dedicate a San Francesco, in partenza dal 29 settembre. Come ci ha oramai abituato la vitale parrocchia retta da padre Giuseppe Fornoni, dieci giorni molto trasversali in bilico tra tradizione e innovazione.
Rock e pellegrinaggi
Si comincia, infatti, sabato 29 settembre con un concerto rock degli allievi della scuola di musica Consorzio Concorde. Ma domenica 30 settembre è la tradizione a tornare con il pellegrinaggio a San Francesco di Lodi, dalle 16, ed in serata una cena di condivisione.
Liturgie e cooperative
Mercoledì 3 ottobre, presso la chiesa parrocchiale, si tiene la Liturgia del Transito. Dalle 20.30 un momento di ricordo per la morte del santo di Assisi. Alle 21 presentazione delle cooperativa francescane Fratelli è possibile e Momenti Francescani di Reggio Emilia.
Celebrazioni e gulash
La solennità vera e propria si tiene giovedì 4 ottobre con messe alle 8 e alle 16, animate dall’Ofs e in serata alle 20.30 celebrata da don Mario Botti. Il 5 ottobre cena in oratorio con karaoke e animazione dell’Asd Sabbioni, una serata per i giovani. Altra cena, a base di brasato e gulash, per il 6 ottobre.
Eucarestia e cene marocchine
Ultima giornata di festa il 7 ottobre. Alle 10.30 Eucaristia di inizio anno pastorale con mandato a tutti gli operatori pastorali, al termine benedizione della Madonna degli Angeli nel giardino dei frati. Nel pomeriggio alle 14.30 preghiera per l’inizio del catechismo. A seguire giochi per i ragazzi. Chiusura multietnica in serata con una cena marocchina.
Non un giorno qualunque
Racconta padre Fornoni: “La data del 4 ottobre per la Parrocchia di San Francesco dei Sabbioni non è esattamente un giorno come un altro, è la festa, o meglio, la solennità della famiglia francescana e in traslato per tutti i sabbionesi che la “frequentano” recependo lo stesso spirito e gli insegnamenti che il Santo ha tramandato all’umanità tutta”.
L’imitatore di Cristo
“Non crediamo pertanto sia fuori luogo ricordare chi fu Francesco Giovanni di Pietro Bernardone nato in quel di Assisi il 26 settembre 1182, diventato tout court, come diremmo oggi, semplicemente San Francesco, quello strano religioso coperto da un saio marrone che calzava semplici sandali non proprio alla moda e che i “suoi” frati usano tuttora anziché indossare un più pratico clargymen. D’altro canto povertà, umiltà e le sue opere gli valsero il nome di Imitator Christi, Imitatore di Cristo”.
Il Patrono della nazione
“Se ancora qualcuno non avesse compreso la quintessenza e la spiritualità di questo personaggio lo compresero perfettamente coloro che l’hanno proclamato Patrono d’Italia, “carica” che vale millanta volte di più di Re, Imperatore, Capo di Stato e d’ogni qualsivoglia altra nomina. Patrono di una Nazione come la nostra culla di civiltà e cultura riconosciuta universalmente. A proposito di cultura piace ricordare quella “filastrocca” (perdonate la sottile ironia) che si chiama il “Cantico delle creature”, ossia l’opera spirituale per eccellenza di San Francesco definita dagli studiosi come lo scritto che ha segnato l’inizio della tradizione letteraria italiana”.