26-09-2012 ore 18:26 | Cronaca - Crema
di Riccardo Cremonesi

Camera Penale di Crema, nominato il nuovo consiglio. Dopo lo sciopero delle udienze le riforme indispensabili: dal riconoscimento delle specializzazioni alle separazione delle carriere

La Camera Penale di Crema ha un nuovo consiglio. Per il prossimo biennio sarà composto dagli avvocati Maria Luisa Crotti, Sergio Fiori, Matteo Mantica, Paolo Pagliardi, Micol Parati, Vittorio Patrini e Antonietta Tazza. Confermato alla presidenza Vittorio Patrini (nella foto) ed in qualità di segretario Matteo Mantica.

La difesa della legalità
L’associazione dei penalisti cremaschi, che costituisce una sezione della Camera Penale della Lombardia Orientale, aderisce all’UCPI (Unione delle Camere Penali Italiane) ed il suo direttivo è chiamato ad affrontare sul nostro territorio le battaglie che da sempre caratterizzano l’associazione, in primis la difesa della legalità e dei diritti di coloro che si trovano a dover affrontare un processo penale.

Lo sciopero delle udienze
A questo proposito, ha avuto molto successo a Crema, con la partecipazione di quasi tutti gli avvocati penalisti, lo sciopero dalle udienze indetto dall’UCPI dal 17 al 21 settembre scorsi per protestare contro il mancato varo da parte del Parlamento di quelle riforme che vengono viste dai penalisti come necessarie alla tutela dei diritti fondamentali dei cittadini.

Indispensabili riforme
"In primo luogo - spiega Vittorio Patrini - il diritto ad avere degli avvocati autonomi, indipendenti, deontologicamente corretti e specializzati. Negli ultimi provvedimenti emanati è stata infatti disegnata un'avvocatura ancora più precaria, debole di fronte ai potentati economici, subordinata anche all’interno degli studi ai soci di capitale, precaria fin dall’accesso attraverso una pratica virtuale, affrontata senza mai entrare in un tribunale e soprattutto senza il riconoscimento della specializzazione, unica vera riforma strutturale in grado di garantire ai cittadini avvocati competenti ed anche più rigorosi dal punto di vista deontologico".

Le intercettazioni
Sul tema intercettazioni i penalisti hanno le idee chiare: "il principio espresso dall’art. 15 sulla inviolabilità delle comunicazioni è infatti una delle norme che qualificano l’impianto della Costituzione in senso liberale e democratico, ma oggi le prassi giudiziarie lo stanno svuotando. Quando si parla di intercettazioni, si pensa subito ai potenti, ma è un errore: il problema riguarda tutti. Questo mezzo di ricerca della prova, che la legge considera eccezionale, è ormai talmente ordinario che condiziona persino la vita di relazione, diventando una consuetudine assolutamente sconosciuta in questi termini ad altri sistemi giudiziari".

Un moderno sistema penale
"Così come è un non invidiabile primato nel nostro paese il numero dei detenuti, in particolare quelli sottoposti alla custodia cautelare in carcere e soprattutto il livello di degrado che contraddistingue la condizione carceraria. Un sistema penale moderno - sottolinea Patrini - utilizza invece il carcere come forma punitiva residuale, privilegiando forme di sanzione diversa, come i lavori socialmente utili o le condotte riparatrici".

La separazione delle carriere
La riforma organica della giustizia, la tutela della terzietà del giudice attraverso la separazione delle carriere è considerato "il problema dei problemi". Con la loro protesta gli avvocati penalisti hanno voluto "porre al centro della discussione problemi veri, che riguardano i cittadini e non gli avvocati e di cui si parlerà anche nel congresso di Trieste, che si terrà dal 28 al 30 settembre e che vedrà anche la partecipazione di una nutrita schiera di avvocati cremaschi".