Matteo Renzi domani pomeriggio a Cremona. Matteo Piloni: "ecco dove sbaglia e in cosa ha ragione il sindaco di Firenze"
Il sindaco di Firenze Matteo Renzi domani alle 18 sarà a Cremona, a palazzo Cittanova. Impegnato in un lungo tour per le province d'Italia, arriverà da Mantova e proseguirà il suo viaggio per Pavia e quindi sarà a Brescia sabato. Noto politico e imprenditore senza particolari preclusioni per Silvio Berlusconi è del 1975 e rappresenta il nuovo che avanza. Candidato alle primarie del Partito Democratico vuole cambiare l'Italia basandosi su tre concetti chiave: 'Europa, futuro e merito'.
Cambiare la nazione
Per farlo è necessario procedere con una dura lotta all'evasione reinvestendo le risorse nella diminuzione delle tasse, in particolare per i dipendenti e gli imprenditori che offrono lavoro. Noto come 'il rottamatore', Renzi non ha mai dimostrato alcun timore reverenziale nei confronti dei vertici del politici. Dice che vorrebbe incontrare tutti i cittadini, non solo gli iscritti al Pd.
Matteo Piloni andrà a Cremona a sentire Renzi?
"No perché il giorno dopo mi sposo e quindi avrò altro per la testa".
Lei è un rottamatore?
"No".
In cosa ha ragione Renzi?
"Nel porre con forza la necessità di un cambio di rotta, anche se spesso i modi non sono quelli più corretti. Ha ragione nel sottolineare che c'è una classe dirigente che in Italia ha fatto il suo tempo. Il ricambio di questa classe dirigente non è dovuta solo a questioni anagrafiche, ma perché non riesce proprio ad aprirsi alle tante forze che nei territori esistono".
L'amministrazione di Crema in questo caso dà ragione a Renzi?
"Renzi dà ragione a noi nel Cremasco e nei nostri territori, perché di aperture a livello anagrafico e a livello civico non solo ne abbiamo discusso, ma le abbiamo anche messi in pratica. In provincia di Cremona ci sono io, che sono dell'80, Maurizio Martina è del '78 e Titta Magnoli ha qualche anno in più, ne ha 39, ma pur sempre giovane è. Anche in questo caso mi sembra che le risorse per un cambiamento ci siano".
Dove sbaglia invece Renzi?
"Deve stare attento a non buttare via il bambino con l'acqua sporca, come suol dirsi. Commette un errore nel giocare tutta la partita solo su stesso, con eccessivo personalismo, che io non condivido, no fa parte del mio essere, del mio modo di fare politica. Non mi piace Renzi negli eccessivi toni, perché credo che la politica abbia necessità di tenere insieme, di creare occasioni di condivisione. Il nostro partito si chiama democratico, è giusto che ci siano discussioni ed è giusto che si possano mettere in discussione le cose. Io sostengo la necessità che Renzi o chi altro, possano esprimere anche posizioni diverse. Il sindaco di Firenze fa bene a criticare, non condivido i toni ed i temi, che a mio modo di vedere ritengo più spostati sul centrodestra".
Lo critica?
"E' una critica di merito. Credo che servirà. Sono convinto che il nostro partito e più in generale il Paese abbiano assoluto bisogno della concretizzazione di un'operazione progressista, che a quanto mi è dato di vedere e comprendere, attualmente Renzi non è in grado di fare, in particolare e come già detto, per la scarsa capacità di unire, trovo che non sia un obiettivo politico, ma faccia proprio parte del suo carattere".
Il segretario Bersani è sulla strada giusta?
"Bersani non deve assolutamente abbassare la guardia. Anzi, deve dare segnali forti sulla strada del rinnovamento, favorendo un allargamento e costruendo una coalizione seria, un patto che possa tenere insieme il partito nei temi economici e sulle problematiche relative al lavoro, un punto assolutamente fondamentale. Trovo che sia indispensabile che il Partito Democrtico provveda a valorizzare quanto prima le tante risorse nei territori".
Per ottenere ascolto Renzi si è fatto largo a spallate. E' l'unico modo per farsi sentire dai vertici del Pd?
"Renzi è emerso con forza, altrimenti forse non ci sarebbe riuscito. Molti altri non sono riusciti ad emergere, questo è vero.
Cosa deve fare il Pd a Crema?
"Deve continuare a rinnovare, deve aggiungere la valorizzazione di quelle figure che si sono fatte carico di un grande e duro lavoro negli ultimi anni. Deve dare enorme valore e sostegno all'operazione civica. Le elezioni di Crema le abbiamo vinte perché c'era e c'è un progetto politico civico molto forte. Insisto sulle liste civiche, che invito a diventare sempre più protagoniste della vita pubblica e politica della città".
E a livello nazionale?
"Credo che il progetto politico realizzato con successo a Crema tra 2 anni dovrà essere fatto a Cremona e più in generale a livello nazionale. Il Pd deve sostenere le iniziative di carattere civico, altrimenti le subirà. E se queste iniziative si subiscono si perde. Altrimenti saranno una formidabile spinta al cambiamento".