Polemica tra il sindaco Comandulli e l’ex Tomasetti per lo scioglimento dell’unione che legava Castelleone, Formigara, Madignano, Moscazzano e Montodine
Polemica a Castelleone tra l’attuale sindaco Camillo Comandulli e l’ex sindaco Chiara Tomasetti sulla scelta presa dall’attuale giunta di sciogliere l’Unione Gerundo tra i Comune di Castelleone, Formigara, Madignano, Moscazzano e Montodine. Alle critiche mosse dalla Tomasetti sul danno erariale della scelta risponde Comandulli.
Cosa avrebbe dovuto essere?
“All’ex sindaco Chiara Tomasetti – afferma il primo cittadino - faccio notare che danno erariale non è sciogliere l’Unione ma, semmai, mantenerla in vita. L’idea avrebbe dovuto essere una sorta di supercomune con una sua struttura burocratica al quale i Comuni delegano servizi/attività, dotato di risorse finanziarie e di personale trasferiti dai Comuni stessi. Ciò andava fatto sin dal 2003 quando il quadro normativo dava la possibilità di implementare dette risorse là dove la razionalizzazione di quelle esistenti non fosse bastata”.
Che cos’è stato?
“Ma l’unione dal punta punto di vista gestionale è stata solo una scatola vuota con funzioni di passacarte che per alcune fattispecie genera diseconomie di gestione sia in termini di tempi che in senso stretto, costata oltre un miliardo di vecchie lire. In una valutazione sotto il profilo finanziario rappresenta per le finanze pubbliche un danno erariale che non grava sui bilanci comunali solo perché le spese generali sono garantite ancora in modo sufficiente da trasferimenti statali. Le poche gestioni delegate – ha aggiunto Comandulli - potrebbero essere effettuate con strumenti associativi meno complessi come può essere la convenzione tra enti”.
Fallimento politico
“Doveva esse un punto di partenza per arrivare alla fusione dei comuni, vero scopo dell'Unione, che avrebbe permesso la realizzazione di economie di scala e un miglioramento dei servizi ma, le amministrazioni precedenti per opportunismo politico e interessi campanilistici, non hanno avuto il coraggio di prendere questa decisione. Ora le norme finanziarie e la crisi economica non consentono di mantenere in vita organismi che "fanno finta" di unirsi solo per incassare contributi statali o regionali".