Da direttore di banca a professore di economia aziendale, Nestore Parati racconta come è diventato protagonista dello spot di Grandi Scuole
In questi giorni c’è un cremasco che entra nelle case di tutti gli Italiani. No, non è un inafferrabile ladro in stile Lupin III. Si chiama Nestore Parati ed è protagonista dello spot Grandi Scuole che va in onda in maniera molto costante sulle reti Mediaset. E’ il professore che si vede alla lavagna nei primi secondi dello spot. Ma come è avvenuto che un distinto cremasco, ricordato in città come direttore della Cassa Rurale di Santa Maria negli anni ’80 sia diventato attore per uno spot?
A contatto con i giovani Ce lo racconta lui stesso: “Circa tre anni fa, a seguito di un colloquio avuto con il Referente Didattico della sede di Milano, ho iniziato l'insegnamento di economia aziendale e di matematica finanziaria presso quella sede. L'attività di insegnamento, che io avevo già svolto in passato, mi ha coinvolto molto, anche perché il contatto con tanti giovani”.
Una bella esperienza “Mi ha un pochino fatto rinascere, dopo la recente sofferenza per la morte della sorella. Gli studenti mi volevano, e mi vogliono, molto bene: alcuni vengono a trovarmi anche a Crema. Al secondo anno di insegnamento, la scuola ha pensato di aggiornare lo spot pubblicitario. Io non ne sapevo nulla: al mattino mi ha telefonato a casa un addetto della segreteria per suggerirmi di presentarmi con una cravatta che si staccasse, come colore, dalla camicia”.
Convocato sul set “Io ho ubbidito, pensando che quel giorno fosse programmata la visita di qualche Ispettore. Arrivato davanti alla Scuola ho visto un automezzo di Mediaset con tutta l'attrezzatura del caso. Ma non pensavo di metterla in relazione con un mio possibile coinvolgimento. Invece, salito al primo piano, mi si è avvicinato un signore, credo fosse il regista, il quale ha detto ad un collega, riferendosi a me: Ecco la persona che cercavo!".
Professore serioso, ma solo per spot “Il fatto divertente è che il significato dello spot, che poi mi hanno spiegato, era che io dovevo rappresentare un classico professore delle Scuole pubbliche (serioso, che scriveva le formule alla lavagna, che scrutava il registro, che metteva in difficoltà lo studente), mentre la bella professoressa, giovane e gentile, doveva rappresentare il metodo di insegnamento di Grandi Scuole”.
Che divertimento “Non Le dico come mi sono divertito durante la registrazione dello spot. E che fatica ho fatto a trattenere le risate quando lo studente (di fronte alla miriade di prove) si è rivolto a me con un gesto tipico per far capire di essere stufo! Comunque l'avventura è finita e da circa due anni trasmettono lo spot sulle reti Mediaset, come in questo periodo”.
Il compenso? Un pieno alla 500 “Dopo alcuni giorni la segretaria della scuola mi ha chiesto il numero di targa della mia auto, una vecchia 500 che adoro chiamare Limousine. Illudendomi che fosse arrivata la volta buona di cambiarla, ho aderito alla richiesta. Ma l'illusione è svanita subito: il numero di targa serviva alla Scuola per giustificare il mio compenso: un pieno di benzina, al prezzo di due anni fa. E lo spot non mi ha fatto arricchire, io viaggio ancora con la vecchia Limousine, che è arrivata ad oltre 200.000 chilometri.