'Ecclesia in Medioriente', il piano d'azione del papa, pellegrino di pace in Libano. William Shomali: "documento molto coraggioso"
Accompagniamo il pellegrinaggio del papa in Libano, pellegrino di pace, in questo momento drammatico che stanno vivendo il Medioriente e l'Africa settentrionale, con il commento che monsignor William Shomali, vicario del patriarca di Gerusalemme ha gentilmente inviato in esclusiva a Crem@online. "Ieri 14 di settembre, festa della Croce, l'aereo del santo padre è atterrato nell'aeroporto di Rafiq AlHariri a Beyrout. ll presidente libanese, Michel Suleiman, maronita praticante, ha accolto il papa a nome di tutti gli abitanti della nazione dei Cedri ed ha sottolineato, nel suo discorso, la buona convivenza che esiste fra le 18 confessioni religiose. Ha avuto anche il coraggio di menzionare che nello stesso giorno il mondo cristiano celebrava la festa della santa Croce, segno di sacrificio e fonte di amore. Bella testimonianza da un presidente della repubblica".
Il frutto del sinodo dei vescovi
"Il santo padre ha risposto esprimendo la sua gratitudine e il suo affetto per il popolo libanese e l'intenzione sua di offrire ai cattolici il frutto del sinodo dei vescovi del Medio Oriente, l'esortazione postsinodale intitolata Ecclesia in Medio Oriente. Questa esortazione è la nuova carta stradale per i cristiani di questa parte del mondo, per i crsitiani che vivono nel mondo arabo come quelli che vivono in Iran, Turchia, Cipro e Israele. Un piano d'azione per decine di anni a venire".
Il messaggio del documento
"Cosa contiene questo documento? Non contiene atteggiamenti politici. E' un incoraggiamento ai cristiani ad approfondire la loro fede, a vivere maggiormente in comunione fra loro, a continuare il dialogo di vita con i non cattolici, a promuovere un vero dialogo interreligioso con l'Islam e l'Ebraismo. Il documento è coraggioso. Rivolto ai cristiani che vivono nel mondo islamico ha il coraggio di parlare del legame col popolo Ebraico e dell'importanza del dialogo con il giudaismo. Ha anche il coraggio di chiedere per i cristiani che vivono come minoranze nel mondo islamico la piena uguaglianza con gli altri. Debbono essere cittadini uguali con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Se il mondo islamico accettasse solo questo punto, potremmo dire che il sinodo è riuscito a fare un cambiamento".
Il dialogo interreligioso
"Ma dobbiamo pazientare. Prima di arrivare a questa fase, i cristiani debbono dialogare molto. Basta vedere la reazione del mondo islamico davanti a un film di poco valore uscito recentemente. Dipinge il Profeta Mahometto con termini e immagini deplorabili. Questo film doveva passare inosservato per il poco valore artistico e religioso, ha invece causato un grande tumulto. Il film non doveva vedere il giorno. Ma la reazione islamica è stata molto violenta. Tutto questo dà ragione al Papa. Il dialogo interreligioso è più che mai importante".