Crema. Fondazione San Domenico. Alloni: "serve una squadra che abbia sensibilità artistiche e capacità di reperire risorse"
A breve la Fondazione San Domenico rinnoverà il presidente ed il consiglio di amministrazione. In caso di elezione 'contestata', ovvero di persona non gradita, s'è detto verosimile il disimpegno di una nota catena commerciale. Un'uscita di scena che creerebbe ulteriori difficoltà nel recupero dei fondi necessari alla gestione della struttura. A onor del vero la lettera di disimpegno dell'Ipercoop è stata mandata 8 o 10 mesi fa, entro la fine dell'anno scorso: all'epoca il sindaco era Bruno Bruttomesso. La motivazione sarebbe da ricercare nella norma secondo la quale i soci fondatori devono avvisare dell'intenzione di disimpegnarsi con un anno di anticipo, evitando così di essere costretti a versare la propria quota per altri tre anni.
I capigruppo
Nella riunione dei capigruppo, il presidente del consiglio comunale Matteo Piloni incontrerà i rappresentanti dei cittadini cremaschi per delineare la data ed i contenuti del prossimo consiglio comunale. Tema piuttosto caldo, tra gli altri, la nomina dei tre membri del consiglio di amministrazione della Fondazione San Domenico che, giova ribadirlo, non si limita al teatro di piazza Trento e Trieste, ma comprende anche l'istituto civico musicale Luigi Folcioni. In questi giorni impazza il toto presidente, con nomi più o meno altisonanti e soprattutto sparacchiati a vanvera. Evitando di scadere nel gioco di fine estate, vale la pena approfondire la vicenda dal punto di vista politico. Dopo l'intervento di Antonio Agazzi, il parere di Agostino Alloni.
Condivide la strategia del sindaco Bonaldi sulla Fondazione San Domenico?
"Non solo ne condivido l'impostazione, ma aggiungo che si tratta non solo di scegliere un presidente con caratteristiche manageriale e capacità tecniche, ma anche di costruire una squadra che integri e valorizzi ulteriormente queste caratteristiche".
Quindi non serve semplicemente un leader?
"No. E' importante la squadra. Le persone che affiancheranno il presidente e la loro capacità di realizzare un cartellone degno del teatro di Crema e per farlo devono avere non solo competenze artistiche, ma anche saper reperire le risorse adeguate".
Qualcuno teme un ritorno ad una gestione pioneristica. Malignità?
"Colgo l'occasione per rinfrescare la memoria a qualcuno che finge di dimenticarlo. A suo tempo abbiamo creato la Fondazione rispetto alla gestione diretta perché riusciva a mettere insieme risorse diverse da quelle pubbliche. Lo ripeto, non è necessario, è indispensabile che la squadra abbia queste caratteristiche".
Cosa si aspetta?
"Mi aspetto che Stefania, sempre più sindaco della città, decida con la propria testa".
Nella Fondazione è compreso il Folcioni. Quale futuro avrà?
"A maggior ragione il presidente o la squadra del presidente devono avere caratteristiche di tipo manageriale per poter affrontare la gestione della scuola".
I maligni sostengono che sia tutto deciso. E' vero?
"So che non è vero e anche lei lo sa. Tutti lo sanno che non c'è niente di deciso, anche perché Stefania non è certo il tipo di persona che si fa mettere il cappello in testa da qualcuno".