Crema, la Lega Nord risponde alle accuse di Forza Italia. Dino Losa: “Beretta lo smemorato. Le nostre idee chiare da anni”
Sul tema della semplificazione e razionalizzazione delle società partecipate, oggetto di una delibera approvata nell’ultimo consiglio comunale di Crema, la Lega Nord, che ha votato a favore della delibera, controbatte al consigliere di Forza Italia Simone Beretta, in particolare a quanto affermato in un comunicato stampa: “ho compreso poco la posizione della Lega rispetto ad un progetto che potrebbe penalizzare i 'suoi' campanili e che penalizzerà quasi certamente i comuni. Come non accetto la riforma delle Aler. La logica di prossimità tanto sbandierata è andata a gambe all'aria, purtroppo con la incoerente benedizione della stessa Lega.”
Il documento presentato nel 2011
“Spiace costatare – commenta il segretario Dino Losa come il documento presentato nel settembre del 2011 agli stati generali, non sia stato approfondito da una persona molto attenta alle vicende delle partecipate e dei loro Ccd (specialmente nella composizione). L’avesse fatto avrebbe potuto verificare come, in merito alla possibile predominanza del comune di Crema nell’azionariato della nuova Scrp, nel documento la Lega scriveva: “Al fine di garantire la rappresentatività dell’intero territorio cremasco, evitando che il Comune di Crema, ottenendo una partecipazione di maggioranza assoluta nella holding, possa esercitare a pieno le prerogative connesse, si possono adottare opportuni sistemi che depotenzino la partecipazione di maggioranza. A tale riguardo la riforma Vietti ha introdotto nel nostro diritto societario diverse forme che consentono l'adozione di tali misure.”
Le tappe saranno approfondite
“Il voto favorevole alla delibera – conclude Losa - è solo un primo passo di incoraggiamento verso un percorso le cui tappe saranno dovutamente e attentamente approfondite dalla Lega Nord nei prossimi mesi. Un percorso che non dovrà penalizzare nessuno dei comuni cremaschi, siano essi amministrati dalla Lega o da altri”. “Quanto alla riforma dell’Aler, voluta dal presidente Maroni, prendiamo atto di come il consigliere Beretta rimpianga che tra Brescia, Cremona e Mantova le poltrone da assegnare siano calate da 24 (21 consiglieri + 3 direttori) a 2 (un presidente e un direttore). Evidentemente la logica di prossimità sbandierata è da intendersi verso tali incarichi venuti a mancare”.