Crema. Aula degli Ostaggi, durante il consiglio comunale distribuito un volantino: "Organizziamoci per fermare la privatizzazione di Scs, difendiamo servizio e posti di lavoro"
Mentre in Aula si alternano gli interventi dei consiglieri, alla stampa ed al pubblico in sala viene distribuito un volantino piuttosto interessante, a partire dal titolo, Organizziamoci per fermare la privatizzazione di Scs, sottotitolo difendiamo servizio e posti di lavoro". Firmato: "Cittadini per la formazione di un comitato contro le privatizzazioni".
La privatizzazione di Scs
"Negli ultimi mesi - si legge nel documento - l'Italia è stata investita da un'ondata di privatizzazione delle aziende municipali, i casi di Genova e Firenze sono quelli più noti. Il 19 dicembre il consiglio comunale di Crema, guidato dalla Giunta Bonaldi, si riunirà per approvare la delibera che avvierà la privatizzazione di Scs servizi locali. L'intento è quello di riunire nell'ente di Cremasca Servizi srl le varie quote di partecipazione del comune di Crema".
"Svenduti al miglior offerente"
"Tra le varie partecipate di cui Cremasca Servizi si occuperà, è l'Scs servizi locali srl quella nel mirino della privatizzazione: l'obiettivo è quello di valorizzazione, riallocazione/affidamento a terzi (leggi privati) dei servizi attualmente in capo a Scs servizi locali srl". L'Scs ricorda la nota, "si occupa di vari servizi comunali quali la piscina, l'illuminazione pubblica, parcheggi a pagamento e semafori. tutti questi servizi saranno impacchettati e svenduti al miglior offerente, che avrà carta bianca sulla loro gestione: un bel regalo natalizio per i padroni in cerca di profitto!"
Le conseguenze
"Considerando che il primo obiettivo di una gestione privata è il massimo guadagno - prosegue il documento - inevitabilmente a pagare le conseguenze di questo provvedimento saranno i lavoratori e i cittadini. Le numerose false partita Iva che oggi lavorano in piscina possono trovarsi disoccupate da un giorno all'altro e anche i lavoratori con contratti a tempo indeterminato si troveranno senza garanzie a rischio disoccupazione. Per i cittadini aumenteranno le tariffe e peggiorerà la qualità del servizio".
L'esempio dei tranvieri
"Ma l'esempio dato dalla mobilitazione dei tranvieri di Genova - si legge in chiusura - indica che altre strade sono possibili. Attraverso la mobilitazione dei lavoratori è possibile bloccare questi progetti di privatizzazione. Le cinque giornate di lotta a Genova ci insegnano che c'è un'alternativa possibile che difenda lavoratori e utenza: mantenere il controllo pubblico delle aziende affidando la gestione ai lavoratori e utenza".