Commercio, apertura o ampliamento delle strutture di vendita: approvato il piano d'azione regionale. Obiettivo il riequilibrio tra la grande distribuzione e il piccolo commercio
"Maggiore attenzione al tema dell'occupazione e alla libertà d'impresa, questo il risultato raggiunto attraverso le modifiche apportate al testo approvato dalla Giunta. Un Piano d'Azione che si inserisce nel percorso virtuoso avviato con le nuove linee guida del Commercio che ha al suo centro il riequilibrio tra negozi di vicinato e grande distribuzione, la riduzione del consumo del suolo e la valorizzazione dei Distretti del commercio".
Apertura o ampliamento
Questo il commento dei consiglieri del Nuovo Centrodestra, Mauro Pizza e Carlo Malvezzi già vicepresidente della Commissione Attività Produttive, dopo l'approvazione del Piano d'Azione Regionale sull'apertura o ampliamento delle Strutture di vendita.
Le modifiche
Nel concreto le modifiche apportate dalla Commissione garantiscono maggiori riconoscimenti per gli interventi di bonifica delle aree dismesse in occasione di aperture di nuove strutture di vendita, il rafforzamento degli investimenti per i Distretti del Commercio che valorizzano i negozi di vicinato e la semplificazione delle procedure nei casi di modifica o ampliamento delle strutture di vendita.
Competitività
"Il nostro lavoro - sottolinea Piazza - è stato ispirato dalla volontà di introdurre una misura di equilibrio tra la grande distribuzione e il piccolo commercio, ridefinendo alcuni aspetti di competitività. Il tutto con una particolare attenzione alle iniziative che permettano la creazioni di posti di lavoro. Per questo abbiamo introdotto misure puntuali per incentivare il recupero delle aree dismesse a da bonificare, con la previsione di abbattimenti di impatto e la diminuzione di oneri aggiuntivi, favorendo una riqualificazione del tessuto urbano defunzionalizzato".
Ridistribuzione delle risorse
"Le modifiche - conclude Malvezzi - introducono inoltre una semplificazione della procedure per riorganizzazioni e ammodernamenti delle strutture esistenti, soprattutto per quelle che non richiedono nuovo utilizzo di superfici di vendita, garantendo la libertà di impresa e con attenzione alle attività colpite dalla crisi. Infine sui comuni confinanti, a quello ospitante la nuova struttura, abbiamo previsto una ripartizione dei contributi dovuti dall'operatore con l'obiettivo di consentire una ridistribuzione delle risorse ai territori che subiscono un aggravio per la realizzazione dell'intervento".