La linea provinciale usata ogni giorno da 10 mila pendolari tra le peggiori d'Italia. Bordo interpella il Ministero dei Trasporti
Per qualche anno l’aveva scampata. Ma quest’anno ci è finita dentro in pieno. La linea ferroviaria Mantova, Cremona, Codogno, Milano è finita nel rapporto annuale che Legambiente stila sul trasporto ferrato tra le 10 peggiori d’Italia. E dal dato emerso da Pendolaria 2013 il parlamentare cremasco di Sel Franco Bordo parte per la presentazione di una interrogazione parlamentare al Ministro dei Trasporti.
Condizioni inaccettabili
Una tratta che movimenta quotidianamente circa 10 mila pendolari che “sono obbligati a condizioni di vita inaccettabili per via di quotidiani ritardi e spesso di cancellazioni senza preavviso dei treni previsti”. Una tratta con “il materiale rotabile è tra i più vecchi in circolazione e l’insufficienza del numero delle carrozze costringe spesso i passeggeri a viaggiare in piedi, in treni lenti, sovraffollati e sporchi”.
Quali soluzioni
Su 151 km di lunghezza 91 sono a binario semplice, ci sono decine di passaggi a livello. Da Mantova a Milano via Cremona, quando va bene, ci vogliono 2 ore e 10 minuti: come 40 anni fa. Alla luce di queste considerazioni Bordo chiede al Ministro: “quali interventi di competenza il Ministro ritenga di adottare al fine di migliorare sensibilmente lo stato della linea e dei treni e, di conseguenza, delle condizioni di vita dei pendolari che fruiscono della tratta sopraccitata”.
Investimenti
“Quali interventi il Ministro intenda mettere in campo, relativamente all’area geografica sopra descritta, per procedere in direzione di investimenti infrastrutturali alternativi al traffico veicolare su gomma, di persone e merci, che risultino meno impattanti sulla salubrità dell'aria e la salute dei cittadini, che rispondano alle esigenze di uno sviluppo economico, sociale e culturali in linea con le altre regioni europee, parimenti significative come la Lombardia”.