'Camus deve morire'. Per lo scrittore cremasco Giovanni Catelli "metterlo a tacere avrebbe fatto comodo a molti", in particolare al Kgb
"Anni fa stavo leggendo il diario intimo di un poeta e traduttore Ceco, Jan Zabrana: con mia grande sorpresa, da quelle pagine emergeva la versione secondo cui l'incidente in cui perì Albert Camus era stato frutto di un attentato, organizzato dal Kgb". Così lo scrittore cremasco Giovanni Catelli racconta la genesi di Camus deve morire, (Nutrimenti, pp.160, 13 euro).
Qual è stato lo spunto per la sua ricerca?
"Zabrana riferiva quanto gli era stato narrato da una fonte autorevole e i dettagli del suo resoconto erano davvero impressionanti: nessuno, nemmeno uno specialista, avrebbe potuto ricordare quei dettagli a vent'anni di distanza dai fatti e in un paese chiuso rispetto all'occidente dopo i fatti di Charta 77; le mie ricerche poi, proseguite per anni, hanno confermato l'esattezza di ogni dettaglio riferito da Zabrana, e soprattutto non è emerso alcun elemento che contrasti con quanto da lui riferito".
Chi era Jan Zabrana?
"Zabrana, traduttore dal russo, aveva frequenti contatti con Mosca e con colleghi che la visitavano spesso, dunque poteva accedere ad informazioni confidenziali. Il suo nome è circondato in patria da un'aura di grande rispetto e dai suoi diari è stato tratto anche un documentario, dal regista Ales Kisil, che ha confermato quanto Zabrana fosse meticoloso ed accurato nella compilazione dei suoi diari, che rappresentavano per lui un testamento spirituale".
Cosa la lega a Camus?
"Albert Camus ha rappresentato una delle figure fondamentali della mia formazione, ho sempre sentito vicine la sua dirittura morale e la nobiltà del suo pensiero: è uno degli autori per me più importanti in assoluto; dunque, di fronte alla notizia che forse era stato ucciso non ho potuto fare a meno di indagare, con la massima cura ed attenzione".
Fu davvero un incidente?
"Debbo dire poi che, come a molti altri, l'incidente che ha causato la sua morte, il 4 gennaio del 1960, mi era sempre sembrato sospetto, ed avvenuto in un momento in cui Camus aveva molti nemici: dai nazionalisti francesi agli estremisti algerini, dagli stalinisti francesi alleati di Sartre all'Unione Sovietica, che egli aveva attaccato frontalmente per la sanguinosa invasione dell'Ungheria; metterlo a tacere avrebbe fatto comodo a molti".
L'autore
Giovanni Catelli, cremonese, è scrittore e poeta, esperto di cultura dell'Europa orientale. Suoi racconti sono apparsi in numerose testate e riviste, tra cui il Corriere della Sera, la Nouvelle Revue Française, Nazione Indiana, L'Indice dei Libri. Ha pubblicato In fondo alla notte (1992), Partenze (1994), Geografie (1998), Lontananze (2003) e Treni (2008). Geografie, con una prefazione di Franco Loi, è stato tradotto in ceco, russo e ucraino.