Crema, patria dell'osservanza agostiniana della Lombardia. In sala da Cemmo presentato il volume XLIII di Insula Fulcheria
Grande partecipazione, nella sala Pietro da Cemmo del museo civico di Crema e del Cremasco, per la presentazione dell'annata XLIII della rivista Insula Fulcheria, dedicata all'Osservanza agostiniana di Lombardia. Preziosissimo documento di 350 pagine, va a colmare un vuoto informativo affrontando la preistoria e la storia dell'osservanza agostiniana in Lombardia, ne approfondisce i personaggi e la bibliografia cremasca per chiudere l'approfondita ricerca con l'arte, l'architettura e l'iconografia.
Lo straordinario movimento
Come spiegato dallo storico Walter Venchiarutti il convento di Sant'Agostino continua a rivestire un ruolo di grande valore: nell'antichità è stato "il punto di partenza per uno straordinario movimento a carattere religioso. Dallo stesso luogo qualche decennio fa è sorta la volontà di rinnovamento culturale e attorno a queste mura la comunità cremasca del dopoguerra si è ricompattata". La speranza è che in prossimo futuro, "la riscoperta di queste antiche radici identitarie" possa evitare i pericoli della decadenza e "segnare le tappe verso un auspicabile risorgimento".
Linfa spirituale
Ospite d'onore padre Mario Mattei dell'Ordine di S.Agostino, segretario dell'Istituto storico agostiniano ed archivista degli Agostiniani d'Italia, che ha espresso parole d'apprezzamento per "uno studio specifico sulla storia della Congregazione in Lombardia". Preziosa l'introduzione di don Marco Lunghi, che cita Bob Dylan e si augura che "la linfa spirituale" che proviene da Agostino possa riproporsi "con fiori di bellezza e frutti di sapienza nell'omonimo centro in cui la nostra città si riconosce culturalmente".