10-12-2013 ore 09:29 | Economia - Sindacati
di Angelo Tagliani

Cremasco, aziende e lavoratori in crisi. Bosio, Fiom: "permane la stagnazione. Vengano estesi a tutti gli ammortizzatori sociali ordinari"

La situazione economica e lavorativa del Cremasco non migliora e le prospettive per il 2014 non lasciano grande speranza per una pronta ripresa. "C'è stagnazione - commenta Massimiliano Bosio, della Fiom Cgil - gli spiragli di apertura sono impercettibili, sono pochissime le aziende che respirano".

Costi fissi
La crisi prosegue da molto, troppo tempo. Le difficoltà maggiori delle aziende cremasche riguardano la liquidità, anche e soprattutto per l'elevato numero di insoluti, un circolo vizioso che finisce con l'inquinare tutta la filiera. Rimangono eccessivi i costi fissi che, col tempo sono sempre meno gli imprenditori che riescono a far fronte agli impegni presi coi lavoratori.

Ammortizzatori
"La situazione - aggiunge Bosio - è pesantissima. Se diminuiscono i dati riguardo la cassa integrazione ordinaria è perché sono in aumento le persone in casssa straordinaria, quelle in mobilità o i disoccupati. Le prospettive per la cassa in deroga? Prendendo in esame le aziende piccole si fa presto: il governo non finanzia, la regione non ha più soldi. Le prospettive 2014 per le piccole medie imprese sono molto buie. Ritengo che vadano estesi a tutte le aziende e a tutti i lavoratori gli ammortizzatori sociali ordinari".

Il dettaglio
La vertenza più urgente è in corso alla Faital di Chieve. L’azienda vorrebbe ridurre il personale di 26 unità - su 80 complessivi - imponendo le otto ore lavorative. Possibile che venga deciso di puntare su un prodotto diverso rispetto alle casse acustiche per auto. Le parti devono trovare un accordo prima della fine del mese, entro i 75 giorni necessari per non dover procedere unilateralmente.

Mobilità poco incentivata
Alla Koch di Bagnolo Cremasco è in corso dal maggio scorso una lenta riduzione del personale. Alcuni lavoratori sono riusciti a raggiungere l'età pensionabile, pochi altri hanno trovato un diverso luogo di lavoro. Secondo Bosio "sulla riqualificazione dei lavoratori l'azienda latita un po'. Nell'accordo aveva assicureato che si sarebbe interessata direttamente per agevolare la ricerca di nuove opportunità lavorative nel settore". Anche in questo caso promessa disattesa.

Settore auto
Infine alla Bosch di Offanengo è stata aperta una procedura di mobilità incentivata e volontaria per 25 persone. L'azienda non ha nascosto le preoccupazioni per il prossimo anno; la ripresa ventilata nel 2015 o 2016 è ancora troppo distante.