09-12-2013 ore 10:06 | Cronaca - Crema
di Emanuele Mandelli

Crema. Inaugurato il rifugio S.Martino di via Civerchi: subito le prime richieste dei senzatetto cremaschi

Ancora deve essere impartita la benedizione che chiude la cerimonia di inaugurazione che già alla porta del Rifugio di San Martino, il dormitorio per senza tetto che la Caritas ha aperto domenica in via Civerchi a Crema, si presenta una famiglia. Padre e madre con figlio piccolo al seguito. Origine nordafricana, negli occhi la disperazione di una notte fredda da passare davanti.

Una benedizione per la città
Ma sono anche e soprattutto italiani che bussano a quella porta. “Una casa che deve essere una benedizione per chi vi sarà ospitato e per chi vi farà il volontario”, aveva detto pochi minuti prima il vescovo Oscar Cantoni aprendo la breve cerimonia di inaugurazione. Al suo fianco il vescovo Virgil Bercea, in città da un paio di giorni per incontrare la comunità romena greco-cattolica.

Il vescovo rumeno
“Uno scambio di esperienza e di gioia nelle fatiche del ministero”, ha raccontato monsignor Cantoni parlando delle tante iniziative organizzate assieme alla diocesi per l’ospite: dalla presentazione del libro che racconta la storia di Ioan Ploscaru, vescovo perseguitato dal regime comunista di Ceauşescu, passando per la celebrazione con rito bizantino tenuta in mattinata nella chiesa Madonna di Lourdes in via Suor Maria Crocefissa di Rosa.

I nuovi diaconi
E la giornata si è poi conclusa con la concelebrazione dei due vescovi della messa per il diaconato di tre nuovi giovani della diocesi cremasca: Francesco, Nicholas e Giovanni. Messa durante la quale il vescovo rumeno ha raccontato la sua “ordinazione clandestina” a 31 anni nella Romania comunista.



La genesi del progetto
Ma dicevamo dell’inaugurazione del dormitorio della Caritas. A fare gli onori di casa è Claudio Dagheti. Dopo l’intervento del vescovo Cantoni è toccato al direttore della Caritas diocesana don Francesco Gipponi spiegare la genesi di questo bel progetto ma soprattutto sottolineare che se nasce un progetto simile significa che la città è scossa dalla crisi. Una struttura arredata grazie alla collaborazione col Mercatone Uno, con costi coperti dalla Bcc e installata in un appartamento della Diocesi, “di cui la Caritas non paga l’affitto”, ha sottolineato don Gipponi, ricordando che a Lodi una iniziativa simile è naufragata su questo punto.

L’esperienza di William
Una struttura che vive soprattutto grazie ai volontari. Tanti che hanno donato coperte, cuscini, oggetti per arredarla. A nome di tutti ha parlato il camerunese Willian N’Zongo, da 4 anni volontario Caritas, prossimo alla laurea in scienze infermieristiche, un bell’esempio di integrazione: “la mia è una bella esperienza sociale e spirituale e oggi sono qui a nome di tutti i volontari per augurarmi che questa struttura finzioni a dovere”.



Il contributo della Banca Cremasca
E’ toccato poi al presidente di Banca Cremasca Francesco Giroletti ricordare che lo spirito di cooperazione delle banche rurali si basa proprio sulla carità cristiana, e con questo spirito sono nate in Italia 130 anni fa. Sul dormitorio diocesano la Bcc ha dirottato i fondi che nel 2013 erano stati destinati al restauro del Duomo. Più socialità e meno cultura, la crisi impone anche queste dolorose scelte.

Dialogo con le istituzioni
Gli interventi sono stati chiusi da quello del vicesindaco e assessore al welfare Angela Beretta che ha sottolineato quanto sia importante il dialogo costruttivo tra istituzioni e diocesi in questi delicati campi. Poi dopo la visita alla struttura è toccato ai due vescovi impartire la benedizione.

La struttura
Una struttura che si trova al primo piano del centro pastorale diocesano di via Civerchi, composta da 4 stanze che contengono 15 letti a castello. Un cucinino e un bagno. Arredamento sobrio e essenziale. Sarà servita da due volontari al mattino e due la sera e da un operatore notturno.