Cremosano -
È stato un bel compleanno. Semplice. Con una grande torta, qualche regalo, e i grandi che per una volta si mettono al servizio dei più piccoli.
A Diana sarebbe piaciuto.
Oggi (4 maggio) la figlia di Angelo Ogliari e Jolanta Lewandowska ha compiuto otto anni. Li avrà senz’altro festeggiati a casa dei nonni paterni a Poznan, in Polonia, ma gli amici di Angelo, il padre che ha combattuto senza sosta per il suo affido prima di essere ucciso lo scorso 30 ottobre da mani finora sconosciute, non hanno voluto essere da meno. E hanno organizzato
un’originale festa di compleanno nella quale, a parte la festeggiata, non mancava niente. C’era anche una grande torta, realizzata da un cugino di Ogliari, pasticcere, con una dedica speciale:
Per la principessa del caro Angelo. L’augurio che ogni piccola o grande cosa che il tuo cuore desideri, possa realizzarsi. Buon Compleanno, Principessa.
Anche un regalo per lei, anzi più d’uno. I parenti e gli amici hanno acquistato per fargliene dono un grande libro di favole e due dvd della Disney. Insieme ai regali, un biglietto disegnato e firmato dai suoi compagni di classe alle elementari di Cremosano. «Spediremo tutto al Ministero, che poi manderà alla nostra ambasciata. Là, il console porterà personalmente a Diana i doni», spiega
Davide Arcari.
L’amico di Ogliari, presidente dell’Associazione “Voce dei genitori per sempre”, nella cerimonia di apertura della festa in piazza, ha prima letto una poesia dedicata alla bambina, poi ha letto le motivazioni del «Nastro Paternità 2008», il
riconoscimento conferito il 19 marzo ad Ogliari dalle associazioni a tutela dei minori nelle separazioni «per aver dedicato la vita al tentativo di occuparsi dei figli, per aver creduto che l’amore di un padre fosse un impegno da coltivare oltre ogni ostacolo ed oltre ogni rischio, e per aver avuto conferma nel modo più tragico».
Un riconoscimento che è stato incorniciato e consegnato ai famigliari di Ogliari.
Una festa riuscita (la torta, nonostante le dimensioni notevoli, è letteralmente sparita…). Peccato per l’assenza delle istituzioni invitate dallo stesso Arcari (ad esempio Torchio e Bruttomesso). «Un vero peccato, credo che la memoria di Angelo e l’affetto che proviamo tutti per questa bambina lontana da casa, dall’Italia, lo avrebbe meritato».