Romanengo. Il Pd cremasco contro il Piano Cave: "azioni di protesta contro la Provincia"
Il Pd cremasco si schiera a fianco alle associazioni ambientaliste in difesa del Pianalto della Melotta. Lo ha fatto votando contro in Consiglio provinciale alla variante del Ptcp e soprattutto con una conferenza stampa in cui ha annunciato le prossime azioni contro il Piano cave della provincia di Cremona.
I presenti
Indetta a mezzogiorno del 6 agosto presso il comune di Romanengo ha visto la partecipazione di Omar Bragonzi, coordinatore del Pd cremasco, Valentina Gritti del circolo del Pd di Romanengo, Salvirola e Casaletto di Sopra, del consigliere provinciale dl Pd Eugenio Vailati e in collegamento telefonico di Vittore Soldo del circolo del Pd di Soncino, Ticcengo e Cumignano sul Naviglio.
Le azioni
In sostanza durante la conferenza stampa è stato ribadito per quel motivo il Pd ha votato contro la variante del Ptcp, quali sono state le osservazioni presentate in provincia e soprattutto sono state annunciate una serie di azioni assieme alle forze ambientaliste locali (presenti con parecchi rappresentanti) per contrastare il progetto dell’amministrazione Salini.
Le associazioni ambientaliste
La difesa del Pianalto, geosito di alto valore comunitario, è al centro del discorso. Non tutta la variante del Ptcp è infatti da buttare, hanno sottolineato, ma solo quella parte che permetterebbe l’eventuale apertura di una cava di argilla con l’inserimento di un nuovo Ate, area di cava, e di un nuovo giacimento. Una operazione che devasterebbe un sito la cui biodiversità è protetta da diversi vincoli ambientali, hanno sottolineato soprattutto le associazioni verdi rappresentate da Francesco Torrisi e da Ferruccio Rozza tra gli altri.
L’iter dal 2010
Durante la conferenza stampa è stato ricostruito l’iter che ha portato alla situazione attuale. Il tutto a partire dal protocollo di intesa che nel 2010 è stato firmato dai comuni di Soncino, Ticengo, Casaletto di Sopra e la Provincia, per passare alla riperimetrazione del geosito del 2011, poi attraverso l’adozione del piano cave approvato il 28 maggio scorso e la variate al Piano di coordinamento provinciale del 30 luglio.
Le ripercussioni
Una serie di azioni che Pd e associazioni ambientaliste sono convinte “siano tra loro in stretta relazione con le scelte politiche proposte dall’attuale amministrazione e siano di fondamentale importanza per il territorio l’ambiente ed i beni paesaggistici e cultuali che vi insistono con effetti fortemente dannosi che sono destinati a ripercuotersi ben oltre la vita dell’attuale amministrazione”.
Azioni inutili
In sostanza, oltre alla difesa dei vincoli paesaggistici si contesta anche il fatto che da studi commissionati dalla stessa provincia all’Università cattolica risulti che in provincia le riserve di argilla cavabili possano coprire i prossimi 10 anni che vista la crisi non ci sia bisogno di altri giacimenti per l’argilla da refrattario.
La polemica
Non è mancato un accenno polemico da parte di Legambiente, rappresentata da Torrisi, che ha un po’ lamentato il fatto che il Pd si sia appropriato dello studio e delle osservazioni fatte col fronte delle associazioni per entrare in una battaglia che avrebbe dovuto essere adottata prima.