14-06-2013 ore 18:01 | Cronaca - Pandino
di Riccardo Cremonesi

Pandino. Tentata rapina e sequestro all'Unicredit di via Cesare Battisti. Scatta l'allarme, i carabinieri piantonano l'istituto creditizio e arrestano due pregiudicati

Oggi alle 15.30 due persone, una delle quali particolarmente distinti e sui quarant'anni, sono entrate nella filiale Unicredit di via Cesare Battisti a Pandino. Una volta all'interno dell'istituto creditizio hanno estratto una pistola - risultata poi essere un giocattolo - ed un cutter, intimando ai due dipendenti presenti di consegnare tutti i soldi. Non soddisfatti del bottino hanno quindi deciso di rivolgere le proprie attenzioni sulla cassa.

L'allarme 'silenzioso'
Evidentemente poco informati sui tempi di apertura, hanno perso la pazienza, tentando invano di accellerare i tempi e maneggiando con poca cura la cassa, una scelta che si rivelerà loro fatale, perché così facendo hanno fatto scattare l'allarme presso la stazione dei carabinieri, ma non all'interno della banca. I due rapinatori hanno quindi proseguito come se nulla fosse nei loro propositi, mentre in via Cesare Battisti sono arrivati i primi carabinieri, al lavoro presso la stazione di Pandino.

La banca viene piantonata
I militari si sono avvicinati con circospezione, notando nei pressi della banca una Volkswagen Passat sospetta, risultata rubata a Milano ai primi di maggio. A questo punto la situazione si aggrava: i carabinieri chiedono il supporto dei colleghi e in breve sul posto arrivano anche i militari di Rivolta d'Adda, Bagnolo Cremasco e del nucleo Radiomobile di Crema. La banca viene piantonata e l'area messa in sicurezza.



Le fascette ai polsi
Ai rapinatori non resta che un'unica uscita, quella principale. Dopo quasi tre quarti d'ora si apre la porta ed i militari vedono uscire dalla banca quattro persone, tutti con delle fascette di plastica legate ai polsi. I carabinieri si avvicinano e riescono in breve a comprendere che tra di loro si nascondono i rapinatori. Con un cenno il direttore della filiale conferma i loro sospetti. In un istante i due rapinatori vengono bloccati e al posto delle fascette si trovano delle vere manette.

L'arresto
I due dipendenti dell'istituto creditizio, visibilmente scossi per l'accaduto, vengono liberati. Pare che siano stati minacciati dai rapinatori: avrebbero dovuto reggere loro il gioco, sostenendo una tesi piuttosto ardita e raccontando ai militari che i rapinatori erano già fuggiti e che i due non erano altro che innocentissimi clienti. All'interno della banca vengono ritrovati la pistola giocattolo, il taglierino, occhiali e parrucche utilizzate per il camuffamento. I due rapinatori vengono dichiarati in arresto e portati alla caserma di Crema. Dopo gli accertamenti di rito verranno trasferiti al carcere di Cremona, a disposizione dell'autorità giudiziaria.