Oggi alle 15.30 due persone, una delle quali particolarmente distinti e sui quarant'anni, sono entrate nella filiale Unicredit di via Cesare Battisti a Pandino. Una volta all'interno dell'istituto creditizio hanno estratto una pistola - risultata poi essere un giocattolo - ed un cutter, intimando ai due dipendenti presenti di consegnare tutti i soldi. Non soddisfatti del bottino hanno quindi deciso di rivolgere le proprie attenzioni sulla cassa.
L'allarme 'silenzioso'Evidentemente poco informati sui tempi di apertura, hanno perso la pazienza, tentando invano di accellerare i tempi e maneggiando con poca cura la cassa, una scelta che si rivelerà loro fatale, perché così facendo hanno fatto scattare l'allarme presso la stazione dei carabinieri, ma non all'interno della banca. I due rapinatori hanno quindi proseguito come se nulla fosse nei loro propositi, mentre in via Cesare Battisti sono arrivati i primi carabinieri, al lavoro presso la stazione di Pandino.
La banca viene piantonataI militari si sono avvicinati con circospezione, notando nei pressi della banca una Volkswagen Passat sospetta, risultata rubata a Milano ai primi di maggio. A questo punto la situazione si aggrava: i carabinieri chiedono il supporto dei colleghi e in breve sul posto arrivano anche i militari di Rivolta d'Adda, Bagnolo Cremasco e del nucleo Radiomobile di Crema. La banca viene piantonata e l'area messa in sicurezza.
Le fascette ai polsiAi rapinatori non resta che un'unica uscita, quella principale. Dopo quasi tre quarti d'ora si apre la porta ed i militari vedono uscire dalla banca quattro persone, tutti con delle fascette di plastica legate ai polsi. I carabinieri si avvicinano e riescono in breve a comprendere che tra di loro si nascondono i rapinatori. Con un cenno il direttore della filiale conferma i loro sospetti. In un istante i due rapinatori vengono bloccati e al posto delle fascette si trovano delle vere manette.
L'arrestoI due dipendenti dell'istituto creditizio, visibilmente scossi per l'accaduto, vengono liberati. Pare che siano stati minacciati dai rapinatori: avrebbero dovuto reggere loro il gioco, sostenendo una tesi piuttosto ardita e raccontando ai militari che i rapinatori erano già fuggiti e che i due non erano altro che innocentissimi clienti. All'interno della banca vengono ritrovati la pistola giocattolo, il taglierino, occhiali e parrucche utilizzate per il camuffamento. I due rapinatori vengono dichiarati in arresto e portati alla caserma di Crema. Dopo gli accertamenti di rito verranno trasferiti al carcere di Cremona, a disposizione dell'autorità giudiziaria.