Bragonzi: "nessuna lezione da Beretta, uno di quelli che negli ultimi cinque anni ha causato il disastro nelle società partecipate del cremasco"
"Da che pulpito!, verrebbe subito da commentare leggendo le dichiarazioni del consigliere di minoranza Beretta, che tra l’altro non si capisce chi rappresenta, se non se stesso". Così il neo coordinatore del PD cremasco Omar Bragonzi, che dire di parlare "a ragion veduta del processo di condivisione in atto che vede i diversi sindaci del territorio coinvolti nelle decisioni, tra cui ci sono anche quelli della stessa collocazione politica del consigliere di minoranza, che insieme a tutti gli altri si stanno sforzando per fare sintesi ed individuare i giusti obiettivi e le competenti persone, affinchè, le nostre aziende vengano razionalizzate e diventino luogo di competenze, servizi ed investimenti per il nostro territorio".
"Il disastro delle partecipate"
"Ricordo però che prima dell’insediamento del sindaco Bonaldi questi processi e questo modo d’operare, non era di casa a Crema e tanto meno nel centro destra. Ma poi proprio dal consigliere Beretta dobbiamo sentirci dare delle lezioni, da uno di quelli che negli ultimi cinque anni ha causato il disastro nelle società partecipate del cremasco, creando la situazione debitoria che ora, altri, stanno cercando faticosamente di risanare".
Illuminazione e teleriscaldamento
"Nessuno penso si è infatti dimenticato dell’illuminazione di Piazza Duomo a Crema, creata per ripianare i debiti della Scs servizi locali, o del fallimento del Teleriscaldamento con investimenti anticipati rispetto al crono programma previsto dall’investimento iniziale. Proprio lui che, con la sua politica, ha di fatto allontanato i sindaci del territorio dalle discussioni reali e dalle opportunità che la Scrp non ha saputo cogliere proprio a favore dei sindaci e quindi del territorio. Proprio lui, fautore di quel cinque a zero che ha di fatto bloccato ogni dialogo tra i sindaci".
"Meglio tacere"
"E adesso che qualcuno, a partire dal sindaco di Crema, sta cercando di porre rimedio a questo disastro, eccolo tornare a dare lezioni. A volte - sostiene Bragonzi - sarebbe meglio tacere, diceva il saggio. I sindaci, finalmente, stanno tornando a discutere nel merito, e con grande fatica. Ma era un obiettivo fondamentale per mettere mano al groviglio creato negli ultimi anni".
Ai margini
"Vista la sua gestione, è normale che Beretta preferisca piccole stanze a luoghi partecipati in cui i sindaci possano discutere e decidere. E visto che ultimamente pare che Beretta sia sempre più ai margini, è altrettanto normale che tenti di riappropriarsi di quel potere che, dopo le elezioni comunali e le regionali, ha di fatto perso. Il comitato ristretto avrà il ruolo di mettere i sindaci, e quindi i cittadini, al centro delle decisioni. Non un ruolo formale, ma di sostanza".
L'amministratore unico
Per quanto riguarda il consiglio di amministrazione, il sindaco di Montodine ribadisce la sua preferenza per un amministratore unico. Da un lato per rafforzare il ruolo dei sindaci, e dall’altro per rendere più operativo il ruolo di Scrp, che dovrà tornare ad essere il Grande Comune dei servizi, a favore dei sindaci e dei cittadini. "La scelta - spiega - è ricaduta su un cda formato da 5 persone. Scelta che è stata possibile prendere in totale tranquillità dall’assemblea dei sindaci perchè nessuno ha voluto creare forzature, a riprovare ne è la scelta di votare con il metodo “di una testa un voto” anziché utilizzare le quote societarie detenute da ogni singolo comune. E da qui si vuole ripartire".
Costruzione
"Distruggere è molto facile, e Beretta lo sa bene, e noi sindaci di “vecchia data” ricordiamo bene le sue uscite all’interno delle riunioni di Scrp, quando più volte ha voluto far capire chi comandasse invece di cercare la mediazione tra posizioni diverse. Costruire, al contrario, è molto faticoso. E il nostro intento, insieme ai sindaci, è quello di costruire una nuova realtà delle partecipate - conclude Bragonzi - a partire dal metodo per arrivarci. Con buona pace di Beretta".