Crema, aziende partecipate, la ricetta di SeL: “Ridurre i cda, gli emolumenti, agire al servizio del territorio, chiudere Scs servizi locali”
Continua a far discutere la gestione delle aziende partecipate del Comune di Crema. Secondo Sinistra Ecologia e Libertà è necessario provvedere ad una "riduzione dei cda e alla razionalizzazione" delle società, con "maggior controllo da parte del comune". L'acqua deve essere gestita da un'azienda consortile ed i risultati nella raccolta e lo smaltimento dei rifiuti vanno mantenuti.
Lgh al servizio dei comuni
Il coordinatore di Sel Alvaro Dellera avanza alcune proposte, a partire da Linea Group, “auspichiamo che questa società che raggruppa a se anche le società pubbliche operanti sul territorio Cremasco attraverso Scrp, rimanga unicamente una società di servizio ai territori. E’ poco interessante per l’economia dei comuni stessi, aspettarsi degli utili derivanti da un business che prevede un’espansione in altre aree di mercato”
Smaltimento rifiuti
“La stessa presenza oggi di Lgh in alcune società di smaltimento o trasformazione dei rifiuti, del ciclo integrato dell’acqua o delle energie rinnovabili fa equivocare anche sulla condivisione di certi obiettivi inseriti nei piani provinciali e comunali, in particolare quelli riferiti alle politiche di riduzione, recupero e trasformazione, invece dell’incenerimento e delle discariche. O come quelli delle energie rinnovabili non affini a principi etici”.
Il cda di Scrp sia ridotto
“Su Scrp riteniamo utile la ricomposizione amministrativa in un cda, che valutiamo, per mole di lavoro, finanziario essere più democratico e meglio gestito, se formato, ad esempio da 5 membri di cui tre dipendenti e due di nomina politica (previsto dall’attuale legislazione in materia). Rispetto ad un solo amministratore unico. La partecipazione delle scelte e delle visioni generali, anche all’interno di una società partecipata dai comuni, è per noi meglio garantita che non l’unicità”.
Si chiuda Scs servizi locali
“Si liberi di rami d’azienda che oggi non è più in grado di gestire con risultati e bilanci soddisfacenti, pensiamo a Biofor, SIC srl, Consorzio IT srl, SCCA, SCS servizi locali. Quest’ultima, SCS servizi locali travagliata dall’ultima gestione fallimentare e costellata di debiti, ridotti nel 2012- 2013 unicamente per la diminuzione di personale, ma in totale assenza di commesse (divisione costruzioni) dai comuni, va chiusa non appena si trova la soluzione in affidamento dei tre rami d’azienda ancora in gestione come piscina, illuminazione e impianti sportivi”.
Scs gestioni da ripensare
“Scs Gestioni, come per SCRP valutiamo utile la gestione attraverso un consiglio di amministrazione formato da 3 membri di cui due dipendenti ed uno di nomina politica. Vale lo stesso ragionamento fatto sopra per un significativo risparmio. Questa società dovrà in qualche modo essere anche ripensata in vista del bacino di utenza che le nuove norme in materia impongono essere non più per ambito ottimale, sub ambito, ma provinciale perciò molto più esteso dell’attuale. Questa imposizione deve far riflettere su come potrà svilupparsi SCS gestioni in futuro”.