17-05-2013 ore 19:08 | Politica - Milano
di Andrea Galvani

Incontro in Regione. Ex scuola di CL, il problema è 'solo' del Comune di Crema. Stefania Bonaldi insoddisfatta: "atteggiamento pilatesco di Salini ed Aprea"

"La soluzione proposta dal Comune alla Provincia di Cremona e alla Regione Lombardia è semplice e disarmante nel suo buon senso. Forse troppo!". Così il sindaco Stefania Bonaldi dopo l'incontro in Regione per superare lo stallo del cantiere della cascina Valcarenga, dove la tanto avveniristica 'scuola di Cielle' langue abbandonata e incompleta, nonostante sia già stato speso 1 milione di euro: come spesso accade, di questi tempi e in questa parte del mondo, si tratta di soldi pubblici.

Atteggiamento 'pilatesco'
Per farla breve, sempre con le parole di Stefania Bonaldi, "l’incontro in Regione ha avuto un esito del tutto insoddisfacente". La posizione del Comune di Crema è palese: "non intendiamo desistere dal richiamare Provincia di Cremona e Regione Lombardia nel farsi carico di una comune e congiunta condivisione di un problema che sarebbe grave e un poco ‘pilatesco’ derubricare a un affare interno del Comune di Crema".

Il liquidatore
Certo, mentre Provincia e Regione - l'amministrazione nel frattempo è cambiata - che all'epoca avevano dato il proprio assenso all'operazione, rivelatasi piuttosto fallimentare, la giunta di centrosinistra non ha alcuna intenzione di stare a guardare: "nel contempo il Comune ha preso contatti con il liquidatore della Fondazione Charis, il cui nominativo dovrà peraltro essere confermato proprio da Regione Lombardia, per ulteriori approfondimenti”.

La ferita aperta
“Lo stop ai lavori per la realizzazione della Scuola di CL e la messa in liquidazione della Fondazione Charis - si legge in una nota di Stefania Bonaldi - è una ferita aperta al cuore della nostra città. Data la gravità della situazione, la presenza di un’area di 100 mila mq che rischia di rimanere una cattedrale nel deserto e un monumento allo sperpero di denaro pubblico - ricordo infatti che 1 milione di euro, risorse regionali furono assegnate a suo tempo alla Fondazione - non permette al Comune di Crema di rimanere indifferente".

Polo scolastico di San Bartolomeo
Per essere concreti, quale potrebbe essere la soluzione? "Dal momento che la Provincia di Cremona sta progettando l’implementazione del Polo Scolastico di San Bartolomeo per un dimensionamento di circa 1000 studenti, esattamente pari alla ipotesi ricettiva della ex scuola di Cl - argomenta il sindaco - perché non immaginare la possibilità di spostare alla Valcarenga tale investimento?"

Forte volontà politica
"E' chiaro - specifica - che questa proposta richiede una forte volontà politica, prima ancora che valutazioni di tipo tecnico, che debbono seguire e non precedere la definizione dei possibili scenari; volontà politica che va spesa e messa in campo senza ambiguità e senza esitazioni. In tal senso il Comune di Crema ha fortemente voluto un incontro in Regione con l’Assessore Regionale all’ Istruzione, Valentina Aprea e con la Provincia di Cremona, ivi presente con il presidente della Provincia, Massimiliano Salini e l’Assessore provinciale alla Viabilità, Giovanni Leoni".

L'ulteriore finanziamento
Il Comune di Crema ha chiesto la disponibilità di un ulteriore intervento finanziario della Regione per sostenere la trasformazione dell’intervento sulla Valcarenga in un intervento di edilizia scolastica pubblica e consentire dunque di andare incontro alle esigenze economiche manifestate dalla Provincia di Cremona; ciò in ragione del fatto che, secondo gli approfondimenti della Provincia di Cremona, costerebbe meno realizzare una scuola di pari metratura ex novo che non completare il plesso della Valcarenga, approfondimenti nel merito dei quali non è competenza del Comune di Crema entrare.

Un milione
Altro nodo fondamentale riguarda il milione di euro "materialmente erogato alla Fondazione Charis dal Comune come ente attuatore, ma all’interno di uno schema convenzionale proposto ed avallato in toto dalla Regione; denari pubblici già spesi e quasi impossibili da recuperare in sede di liquidazione. Denari che in ogni caso - precisa il sindaco - non dovranno assolutamente essere richiesti al Comune di Crema". Mentre si adombra la possibilità che possa anche essere interessata la magistratura, par di capire che sulla vicenda il clima, passati gli acquazzoni, si farà piuttosto torrido.