15-05-2013 ore 22:41 | Cultura - Manifestazioni
di Paola Adenti

Massimo Picozzi e Alessandro Gassmann chiudono a Lodi la quarta edizione di Comportamenti Umani. "Sbagliando l'ordine delle cose": Gassmann presenta il suo primo libro

Picozzi, criminologo, al Teatro alle Vigne, Gassmann, attore, all'Auditorium Bipielle. Stessa città, stesso orario, stessa data, domenica 12 maggio, e per entrambi un pubblico numeroso ed attento. È calato così il sipario anche sulla quarta edizione della rassegna che ha portato a Lodi importanti ospiti del mondo dello spettacolo e della cultura facendo confluire dal territorio persone che ancora sanno guardare la realtà con occhi curiosi. Un pubblico, quello della rassegna 2013, che ha riservato sorprese: meno giovani, più donne, media età. Più scorrevoli le code agli ingressi che, come ogni anno, sono stati gratuiti.

L'importanza di una "n"
Affabile, sorridente, dall'alto del suo metro e 93, accetta di chiacchierare in modo informale nel camerino dell'Auditorium prima di affrontare la platea. Figlio dell'attore Vittorio Gassman, racconta del nonno tedesco e della nonna ebrea italiana e del perchè recentemente abbia deciso di aggiungere quella doppia "n" finale al cognome ripristinando l'originale, come riportato sulla copertina del libro pubblicato da Mondadori. "Fu tolta all'epoca delle persecuzioni razziali - spiega - Oggi sono testimonial di Amnesty International, viviamo in un mondo in cui la composizione delle classi, a scuola, è multirazziale e multietnica. Il mio è un gesto simbolico: nessuno dovrà mai più cambiare il proprio nome per adeguarsi a leggi assurde".

Cinema e teatro
"La sintesi delle emozioni attraverso le immagini l'uno e la sintesi delle emozioni attraverso le parole, l'altro. Dove mi sento più a casa? In teatro". Alla domanda sul rapporto con il tempo che passa, le rughe, l'età, risponde con sicurezza che un attore è un privilegiato, può interpretare tutte le stagioni della vita. Molti sono gli impegni che lo attendono. La direzione del Teatro Stabile Veneto, con i teatri di Venezia e Padova, la ripresa in teatro di "Riccardo III". Poi ancora fiction, il lancio del libro dopo una stagione che l'ha visto impegnato in "Roman e il suo cucciolo" e nel film "Razzabastarda". Entrambi attuali, che trattano argomenti scomodi, crudi, ma in nomination per numerosi premi.

Sindrome da accudimento
Sul palco risponde alle domande dell'amico giornalista Beppe Cottafavi e presenta "Sbagliando l'ordine delle cose", un libro solo in parte autobiografico in cui la figura del padre è predominante. Racconta Gassmann di quando, nella vita, si diventa genitore dei propri genitori. "È un ordine delle cose sbagliato, difficile da accettare per un figlio". Parla a ruota libera dell'eredità paterna, del rapporto con il padre all'interno della sua famiglia allargata. Un rapporto privilegiato, forse, rispetto agli altri figli di Vittorio avuti da quattro donne diverse. "Sono nato negli anni della sua maturità, ho vissuto con lui lunghi periodi lavorativi, ho condiviso molti viaggi fatti di poche parole ed intensi silenzi".
Definisce Vittorio una persona generosa, riservata e con una grande energia.

Le regole
Dal padre Alessandro ha ereditato anche il rispetto assoluto per le regole. "Sono maniacalmente fissato con il rispetto delle regole e di chi mi sta vicino. Una maniacale ossessione, a costo di farmi dei nemici. L'Italia è purtroppo un Paese in cui spesso chi le rispetta è considerato fesso...". Conclude il suo intervento con il racconto di divertenti aneddoti familiari, del rapporto con l'amico d'infanzia Gianmarco Tognazzi e della amichevole rivalità fra due delle famiglie storiche del cinema italiano. Mentre si appresta ad autografare i volumi acquistati dal pubblico, arriva sul palco la notizia che Lodi rivedrà in scena Alessandro Gassmann a teatro nella prossima stagione con "Riccardo III".