06-05-2013 ore 17:05 | Cultura - Manifestazioni
di Emanuele Mandelli

Crema del Pensiero. Al San Domenico l'indagine filosifica sull'attualità: dal non rubare all’etica del trasgredire per fare il bene

Giornata di chiusura per l’ottava edizione di Crema del pensiero, il festival della filosofia che quest’anno ha dibattuto il settimo comandamento: non rubare. Tre giorni in cui si sono susseguiti ospiti di riguardo per la manifestazione organizzata da Caffè Filosofico e Circolo delle Muse, per parlare di un tema di strettissima attualità.

Apertura sull’attualità
Così se i primi incontri sono stati legati alla storia della nostra nazione, tornando spesso a parlare degli scandali politici italiani, tangentopoli su tutti, nella giornata finale il tema si è spostato più sul nodo filosofico della trasgressione delle leggi per fare del bene.

Fare il bene trasgredendo le leggi
No, non è una contraddizione in termini, una discrasia tra punti di vista inconciliabili. Lo ha dimostrato soprattutto il secondo degli appuntamenti domenicali, dopo la lezione magistrale del mattino sull’inflessibilità etica tenuta da Emanuele Severino. Il dialogo tra il filosofo ateo Giulio Giorello e padre Giacomo Costa, gesuita e direttore della rivista Aggiornamento Sociali, moderati da Fabio Canessa.

Il dilemma di Cristo
Così partendo dall’esegesi dei versetti da 1 a 6 del capitolo 3 del vangelo di Marco, dove Gesù si trova di fronte ad un dilemma etico importantissimo, guarire o non guarire un uomo nel giorno del sabato, padre Costa ha cercato di sviscerare religiosamente il tema del fare il bene trasgredendo alle leggi.

I crimini di Topolino
Un equilibrismo che Giorello ha cercato di demolire partendo da tutt’altra posizione. Quella dei pirati, che paradossalmente avevano creato uno stato sociale, ma anche quella di Topolino, sì il personaggio della Disney, che in diverse avventure combatte il male e la corruzione dei suoi nemici storici commettendo quelli che di fatto sono reati.

Il biglietto del tram e il male assoluto
Il momento finale del festival 2013 è stato riservato ad un ospite che, per parola di Tiziano Guerini che ha introdotto il momento, l’organizzazione inseguiva da 8 anni. Giovanni Reale, di cui Guerini è stato allievo negli anni ’60, è partito da piccoli e meno piccoli, fatti reali e concreti per arrivare ad una visione finale del tema dell’edizione del festival.

Molti giovani in sala
Da chi non paga le tasse, o semplicemente il biglietto del tram, Reale è partito per stigmatizzare i mali di una società vittima alle volte della sua stessa storia. Poi è calato il sipario sull’ennesima edizione di un festival che ha mantenuto negli anni, nonostante crisi e tagli ai fondi, uno spessore culturale altissimo diventando un appuntamento amatissimo in città, anche a sorpresa dai giovani, ieri erano davvero tanti gli under 30 in sala.